Il saluto al Presidente del Sindaco Antonio Battista

s mattarella (40)È con grande commozione che saluto, a nome di tutta la città, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella benvenuto a Campobasso. Saluto il Sottosegretario professor Claudio De Vincenti, il Magnifico Rettore, il Presidente della Regione, i colleghi Sindaci, le Autorità civili, militari, religiose, le forze sociali e quanti qui convenuti.

Signor Presidente, è un’inaugurazione significativa quella che ci fa incontrare oggi qui, in questa istituzione che vede il professor Gianmaria Palmieri operare con impegno e passione.

Istituzione, l’Unimol, che da oltre trent’anni è fiore all’occhiello della regione e concreta prospettiva di crescita culturale. Un Ateneo prestigioso che ha saputo legarsi al territorio e che, grazie a solidi Dipartimenti e Facoltà, è diventato un punto di riferimento per tanti figli di questa terra, ma anche per molti altri giovani che arrivano da fuori e che rappresentano quasi il 50% della popolazione studentesca.

Oggi, al già ampio ventaglio di offerta formativa, si aggiunge un’altra colonna ‘Il Centro di ricerca sulle aree interne e gli Appennini’ che accende un faro sui paesaggi rurali e sulle problematiche che ne hanno impedito la giusta valorizzazione, che coglie e raccoglie l’essenza del tessuto locale e che, nel mirare alla sua conservazione, ne moltiplica le opportunità di sviluppo. Un Centro che contribuirà a pianificare meglio il futuro di questa realtà che intende puntare sulle aree interne, preziose risorse del Molise. Terra che crede in uno sviluppo e in un riscatto possibili, dove le reali difficoltà possono e devono trasformarsi in capacità di accelerazione: gli ecosistemi ancora sani diventano efficaci trampolini di lancio e la nostra eccellente formazione la carta vincente per offrire ai giovani una valida occasione per restare a vivere e a lavorare in uno spazio capace di evolversi.

L’attuale sistema politico-economico, Signor Presidente, tende a penalizzare le piccole realtà. Un rapporto, quello con le periferie, che va ripensato e a noi tocca privilegiare un percorso incisivo abbandonando quell’innato vittimismo che non fa bene né alla nostra terra né alla nostra gente. Un modello di valorizzazione da seguire e perseguire per  rafforzare il rapporto con l’Europa e per evitare che le emergenze diventino pericolosa ordinarietà. È questo il solco in cui seminare l’idea di futuro che tutti ci auguriamo. In una fase così delicata siamo chiamati a usare piglio e concretezza per dare sicurezza e prospettive di benessere alla popolazione. La politica, dal canto suo, deve agevolare la possibilità dei piccoli centri di aprirsi all’Europa attraverso un utilizzo attuale e puntuale delle risorse disponibili. La nostra identità, tuttavia, rischia di essere cancellata. Da mesi siamo impegnati per evitare la soppressione della Corte d’Appello, ipotesi che rientra nella politica di riordino generale che non mettiamo in discussione, ma che non può ignorare l’importanza di presidi e servizi essenziali per la nostra realtà, già avvertita come periferica. Un impegno unitario il nostro, in cui crediamo fermamente perché, la paventata cancellazione, senza portare alcun vantaggio economico al Governo centrale, peserebbe come un macigno sulle spalle dei miei corregionali. La soppressione spazzerebbe via altri presidi giudiziari e paragiudiziari, con effetti devastanti su tutto il tessuto socio-economico. Ci appelliamo dunque alla Sua sensibilità ponendo alla Sua autorevole attenzione il documento che, a nome di tutti, Le ho consegnato.

Lo spessore di un territorio, Lei Signor Presidente lo sa bene, si misura valutando i servizi offerti ai cittadini e la loro qualità della vita. Il cambiamento che l’Italia e l’Europa ci chiedono si ottiene se noi amministratori operiamo sempre con senso di responsabilità, ma si ottiene anche attraverso una fattiva cooperazione con il Governo, il Parlamento e le Istituzioni Centrali ed europee.

Un lavoro di raccordo necessario per evitare di isolare popoli e territori, e che incarna lo spirito di cambiamento su cui fa perno Campobasso. Una città al servizio dei cittadini, che vanta produzioni di eccellenza e che vuole offrire spiragli di appetibilità per aziende che qui potrebbero approdare. Lo stiamo facendo con la messa a spesa di risorse, con la riapertura di importanti cantieri, con la realizzazione di opere strategiche. Partecipazione, compartecipazione e coesione i pilastri del ponte che ci permetterà di raggiungere i nostri obiettivi. Coesione che diventa accoglienza e Campobasso, rispondendo a un dovere umanitario, ha aperto le braccia, in adeguate strutture, ai papà, alle mamme e ai bimbi in fuga  da guerre e dittature. Tanti i passi fatti, ma tanti quelli da fare per giungere alla sostenibilità, alla costruzione del bene e del bello, a politiche di lungo respiro che ci facciano accorciare le distanze tra istituzioni e cittadini. È indispensabile irrobustire il dialogo, il confronto, la collaborazione, occorre fare sistema, valorizzare l’esistente e puntare sull’innovazione. Lavoriamo per salvaguardare l’attaccamento alla nostra terra, il forte senso di  democrazia, l’alta formazione universitaria. È il momento di buttarci alle spalle la logica del campanile per poter disegnare un progetto di comunità sul modello europeo dove ogni cittadino deve sentirsi protagonista del proprio futuro. Grazie Signor Presidente per la Sua vicinanza che, siamo certi, sente per questa terra.

Antonio Battista

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