
Nell’ambito del suo impegno a sostegno della fotografia, la Fondation Bru presenta fino al 12 settembre la mostra “Roland Dufau, scultore di luce”. Nel corso di una carriera durata trentasette anni, Roland Dufau ha valorizzato le fotografie di centinaia di appassionati e professionisti, realizzando, a partire dalle loro diapositive, stampe eccezionali, grazie al procedimento svizzero noto come Cibachrome, sviluppato dalla gloriosa azienda Ilford. Dufau ha costituito una collezione unica composta da oltre mille immagini, notevole non solo per la fama dei fotografi, ma soprattutto per l’eccezionale qualità delle stampe, la cui durata – se conservate al riparo dalla luce diretta e dall’umidità – è stimata fino a trecento anni. Questa la frase del fotografo americano Robert J. Steinberg che lo ha accompagnato per tutto il suo percorso professionale: “Per me, l’oggetto artistico più sensuale è una stampa fotografica realizzata alla perfezione”.

Durante la Biennale d’arte di Venezia 2026, la Fondation Bru rinnova il proprio impegno per la valorizzazione del patrimonio culturale presentando al Palazzetto Bru Zane una selezione di stampe fotografiche curata dal fotografo Reza provenienti dalla collezione di Dufau. Il fotografo di fama internazionale Reza ha fatto realizzare a sua volta le proprie stampe in Cibachrome da Roland Dufau, l’ultima delle quali è l’iconico ritratto del comandante Massoud. A testimonianza della grande complicità tra i due, il fotografo ha dedicato a Dufau un episodio della serie Square Artiste; è stato proprio questo profondo legame a spingere la Fondation Bru ad affidargli la curatela della mostra, con il difficile compito di selezionare, tra oltre mille stampe, le opere da esporre a Venezia.
Dopo aver conseguito il diploma professionale in fotografia, Roland Dufau inizia la sua carriera con un obiettivo insolito ma preciso: fare in modo che le stampe di hamburger surgelati sembrassero davvero appetitose e fedeli alla realtà. Quando la Ilford lancia sul mercato i kit Cibachrome, Dufau ne acquista subito uno. Il risultato conquista il cliente: il rosso si rivela semplicemente incomparabile. Inizia così una lunga avventura professionale, partita in modo pionieristico con una macchina fotografica usata e fili tesi per asciugare le foto. Il suo laboratorio, situato nel Quartiere Latino, divenne progressivamente sempre più professionale grazie al materiale da lui utilizzato. Vi transitarono centinaia di fotografi dilettanti e professionisti che ne cercavano la qualità e la insuperabile resa cromatica.

La collezione di Roland rappresenta un autentico tesoro visivo, costruito pazientemente, con passione e rigore, nel corso di trentasette anni di carriera. Al termine di un percorso attraverso un migliaio di stampe e il lavoro di decine di fotografi – tutti maestri nella loro arte – un solo principio ha guidato la mia selezione “alla cieca”: la qualità assoluta della stampa, prima di qualsiasi considerazione sulla notorietà o sulla reputazione. Solo in seguito, osservando le stampe che avevo selezionato e scoprendone gli autori, è emersa la profonda coerenza di questa scelta. Ogni artista presente nella raccolta incarna una diversa declinazione di quell’arte così profonda e di ampio respiro che è la fotografia: dal ritratto al paesaggio, dal reportage all’astrazione, dal gesto fugace alla luce resa eterna. Ed è proprio qui che risiede la magia di Roland Dufau: grazie al suo sguardo esigente, alla sua intuizione e alla sua maestria, ha reso queste immagini vive per sempre. Le sue stampe non sono semplici riproduzioni, ma opere d’arte a pieno titolo: intense, inalterabili, insostituibili.
Encomiabile filantropo, idealista, umanista, Reza abbandona l’architettura nel 1979 per assumere un impegno: “La fotografia al servizio dell’umanità”. Da allora percorre il mondo fotografando conflitti, rivoluzioni e tragedie, ma anche gioie e dolori dell’umanità. Pubblicato dai principali quotidiani e riviste internazionali (“National Geographic”, “Time Magazine”, “Stern”, “Newsweek”, “El País”, “Paris Match”, “Géo”), condivide da quarantacinque anni la sua visione umanistica attraverso mostre in Francia e all’estero e installazioni nello spazio pubblico, sia in grandi metropoli sia nei villaggi più remoti. Tiene conferenze nelle principali università e presso organizzazioni internazionali.

È autore di numerosi libri e partecipa alla realizzazione di documentari. Parallelamente al suo lavoro di fotografo, dal 1983 si impegna come volontario per formare nel linguaggio dell’immagine giovani e donne che vivono in società in conflitto e nelle periferie delle megalopoli di tutti i continenti; i partecipanti ai suoi corsi diventano così narratori visivi del proprio destino. Le sue attività sono sostenute dalle associazioni Aina World e Reza Visual Academy / Les Ateliers Reza.
Premiato numerose volte nel corso della sua carriera, Reza è Senior Fellow della Fondation Ashoka. Ha ricevuto il World Press Photo, l’Infinity Award dell’International Center of Photography, il Lucy Award, la medaglia d’onore dell’Università del Missouri e il titolo di Doctor honoris causa dell’American University of Paris. La Francia gli ha conferito il titolo di Cavaliere dell’Ordre national du Mérite.
(La pubblicazione delle foto è autorizzata dall’Ufficio Stampa della mostra – © Courtesy Coll. Roland Dufau)
Alvise Vianello