I tecnici spesso ripetono: dopo un turno infrasettimanale, la terza partita è quella più difficile. Sicuramente quella che attende il Campobasso domenica al “Molinari” (17.30) lo sarebbe già di suo, visto che il Pineto è avversario tignoso e determinato. Si aggiunga poi, al coefficiente di difficoltà di natura tecnica, il non trascurabile aspetto mentale, vuoi per la stanchezza per 2.200 km percorsi in pochi giorni, vuoi per le “battaglie” di Sestri contro il Vado e di Grosseto. In più il peso delle squalifiche a vario titolo (Mangia e Spurio), le polemiche assortite, le risposte piccate, i supplementi di indagine della Procura Federale, e si capisce perfettamente a che tipo di partita si va incontro in questa ultima domenica di un’estate infinita.
I PRECEDENTI – Dieci anni fa era un match inedito, oggi è un piccolo classico, visto che gli adriatici saranno di scena per la terza volta in Molise in dodici mesi. L’ultimo incrocio, memorabile, l’1-1 nei playoff dello scorso maggio, con il Pineto in versione “cicala”, dominante in tutto e per tutto, a lungo in vantaggio (gol di D’Andrea), ma incapace di raddoppiare e poi – secondo l’eterna legge del calcio – punito da una zampata assassina di Salines ad una manciata di minuti dal termine. Apoteosi per il Campobasso (meglio classificato nella stagione regolare), disperazione per il Pineto, comunque al suo miglior torneo di sempre.
L’obiettivo del Campobasso è neanche a dirlo togliere un po’ di polvere all’ormai lontana vittoria del 2021 (2-1, gol di Vitali e Ladu) che è l’unica ottenuta in casa nei precedenti con gli abruzzesi del presidente Silvio Brocco. Il Pineto storicamente sembra trovarsi a proprio agio sul “green” di contrada Selvapiana. Un anno fa decise Bruzzaniti (0-1, poi passato al Catania). Qualche mese prima (marzo ’25) abruzzesi vincenti 1-3 con Gambale, Schirone e Pellegrino (pari provvisorio di Pierno). Nel 18/19, in serie D mortificante 0-3 (tris di Fortunato). Nella stagione precedente 1-2 con illusorio vantaggio molisano (Gomes Ferreira), ribaltato prima da Pomante e poi, al 90′ da Mariani. Gli annali registrano – dieci stagioni fa, si era nel gennaio 2017 – anche un match sul “neutro” di Isernia. Dopo due rinvii per neve, fu ancora il Pineto a prendersi i tre punti con Emili (0-1). Al Campobasso praticamente le briciole. Un pari, il 3-3 del febbraio ’20. Gol in apertura di Tomassini, il Campobasso risponde con un rigore di Danilo Alessandro. Dopo l’intervallo il ribaltone con Zammarchi e lo stesso Alessandro, ma il Pineto risale dall’1-3 con Pepe ed ancora con Tomassini.
LE PAROLE DELLA VIGILIA – Ci pensa Mangia a dare un fermo ad una settimana un po’ così: «Vorrei parlare di calcio e solo di quello – ha precisato l’allenatore del lupo in conferenza stampa – Sono troppi giorni che non lo faccio. Quello che c’era da dire è stato detto in settimana anche dalla società, che ringrazio per aver preso una posizione netta e chiara. Sono un uomo di campo e vorrei occuparmi solo di questioni tecniche». Un passo indietro, uno sguardo al 2-2 di Grosseto: «Faccio i complimenti innanzitutto a loro, a mister Indiani, perché hanno fatto un grandissimo primo tempo ad altissima intensità, hanno tenuto un ritmo altissimo e meritato il vantaggio. Poi li faccio anche ai miei ragazzi per la reazione mostrata, e la mia valutazione tiene conto di quella. Siamo ancora in fase di crescita, di costruzione, abbiamo inserito un bel po’ di giocatori negli ultimi giorni di mercato e dobbiamo ancora completare la conoscenza reciproca necessaria per rendere al meglio. Ci vuole un po’ di tempo, anche se della disponibilità dei ragazzi a seguire le mie indicazioni sono stracontento. Paradossalmente eravamo più avanti con la Pianese, basta andare a guardare la lista di quella partita, oggi è molto diversa. Certo, la partita che ci attende è difficilissima, mi sono documentato anche sulla sua storia».
Incalzato dai cronisti, infine, un parere sul paventato divieto di trasferta (se non in possesso di fidelity card) a San Benedetto, nel prossimo turno, per cui la tifoseria organizzata ha già preso chiaramente posizione, con coerenza, non partecipando: «Non entro in dinamiche che non mi competono. Ho scoperto ieri questa cosa e pongo oggi una domanda: nella stagione scorsa quanti tifosi campobassani c’erano al Riviera delle Palme? (circa 1.500 ndr.) E’ successo qualcosa? Come ho detto dall’inizio noi questo lavoro lo facciamo per la gente e dobbiamo rendere conto a loro. Quando si può creare uno spettacolo nello spettacolo tra due tifoserie calorose e corrette ne guadagnerebbe tutto il movimento, ma è un giudizio assolutamente personale e senza vena polemica. Da sportivo mi piacerebbe sempre vedere gli stadi pieni, nel rispetto delle regole e dell’ordine pubblico. Sarebbe un plus per il calcio, specie nel caso dei nostri tifosi».
Sulla formazione poche indicazioni: «Devo ancora valutare un po’ tutto con staff medico e tecnico, c’è chi ha qualche acciacco, chi è stanco forse mentalmente ed ha bisogno di rifiatare». Di sicuro ancora fuori Salines, e lo squalificato (una giornata) Spurio. Il Pineto, quarto anno di fila in C, ha cambiato diversi effettivi rispetto alla brillante formazione guidata da Tisci (che è andato a Potenza). In settimana è arrivato l’1-1 casalingo col Forlì, insieme ad un pizzico di rammarico per non aver approfittato della superiorità numerica. Barilari, nuovo tecnico (ex Foggia, ma l’anno scorso nessun incrocio con l’Altamura di Mangia) avrà a disposizione Riccardo Forte anche se non del tutto ristabilitosi da un infortunio muscolare, ex di turno (4 gol in 30 presenze due anni fa). Arbitrerà Pasculli di Como. Due i precedenti col “lupo” entrambi finiti 0-0, Termoli nel 23/24 in D (rigore parato da Manuel Esposito all’ex Vittorio Esposito) ed a Carpi in C l’anno dopo.
PROBABILI FORMAZIONI
Campobasso (4-3-1-2): Apsits; Cristallo, Papini, Celesia, Coccia; Pierno, Agazzi, Gargiulo; Stoppa; Prado, Bifulco. All.: Devis Mangia.
Pineto (3-5-2): Tonti; Alessandretti, Frare, D’Orazio; Scheffer, Nebuloso, Germinario, Pellegrino, Ienco; Delle Monache, Vigliotti. All.: Enrico Barilari.