Il 5 Luglio 2014 Papa Francesco vi celebrò la Santa Messa davanti a migliaia di fedeli festanti presso l’ex Romagnoli di Campobasso. Sto parlando della struttura a forma di capanna realizzata, appunto, per la storica occasione della visita del Pontefice nel capoluogo. Ebbene dopo circa un anno… qualcosa si muove!
Operai a lavoro in questi giorni per smontarla e trasferirla a Jelsi (sic!) dove troverà ospitalità per il resto del tempo, speriamo. E sì, perché dopo la vendita all’asta su eBay dell’altare utilizzato da Papa Bergoglio, scolpito nel bronzo dal senegalese ospite della Comunità la Valle di Padre Lino a Toro, adesso il brutale (…e tempestivo) smantellamento della struttura in ferro e bambù, realizzata a mo’ di chiesetta campestre a dimostrazione della vocazione rurale e contadina della nostra storia regionale. Insomma: i tempi sono cambiati. Una volta cimeli del genere venivano conservati in eterno, come reliquie a testimonianza di un qualcosa che difficilmente si sarebbe potuto ripetere e rivedere. Oggi il tempo scorre via veloce e non consente alle cose di acquisire quel valore inestimabile che intrinsecamente possiedono. La chiesetta realizzata per la venuta del Papa ne è lampante testimonianza: finanche i bulloni che mantengono la struttura hanno dentro di loro un qualcosa di unico ed irripetibile. I bambù, il legno del pavimento, gli strumenti sacri utilizzati, le sedie, il piccolo prefabbricato immediatamente alle spalle.
E che dire del Bar? Chiunque sarebbe onorato in eterno di aver avuto il Papa a pochi metri dal proprio esercizio commerciale per così tanto tempo… Ed invece “panta rei” dicevano i greci: tutto scorre, cambia, si dimentica e perde valore più velocemente al mondo d’oggi. Per finire, una coincidenza ancor più crudele: dopo dieci mesi finalmente si è deciso di togliere di mezzo la struttura. Perché? Per fare spazio alle bancarelle del Corpus Domini…
Maurizio Silla