Pubblichiamo una mail ricevuta da Francesco Monteleone, Amministratore delegato della AM Smartenergy UG con sede a Monaco di Baviera, azienda che avrebbe dovuto realizzare un impianto di combustione di pollina in agro di San Polo Matese tramite la ditta Di Zio.
“Gentile redazione, ho avuto notizia che la Regione Molise ha ritirato l`autorizzazione alla ditta Di Zio per la costruzione di un impianto per la combustione di pollina a San Polo Matese. Il motivo, ho saputo, è stato per tutelare la popolazione dall’inquinamento. Alla luce di questa decisione, mi domando: che cosa avviene con la pollina adesso?
Io, amministratore delegato della società che doveva gestire la centrale di Di Zio, AM Smart Energy UG, penso di poter spiegare che cosa avviene: la pollina viene sparsa per i campi senza essere trattata a temperature oltre 800 °C. Questo significa che tutti gli antibiotici che i polli hanno ricevuto vanno a finire nei campi anche come nitrati. La legge europea vieta di smaltire le feci degli animali nei campi perché troppi nitrati inquinano le falde acquifere del sottosuolo e provocano il cancro.
- Le polveri dei fumi possono essere molto meno pericolose perché esistono impianti che hanno emissioni paragonabili alla combustione di una caldaia moderna a metano della stessa dimensione.
- Dopo una accurata combustione è possibile ricavare il fosforo le cui riserve nel mondo si stanno esaurendo.
- Nel momento che avverrà un controllo delle stalle avicole dalla Comunità Europea chi non avrà uno smaltimento idoneo dovrà chiudere ed questo porterà a una distruzione del settore avicolo in Molise.
- In tanti comuni italiani, per lo più del Meridione, come immagino anche a San Polo Matese, viene usata la legna per riscaldare le case con una efficienza del 5%: questo è vietato in altri paesi turistici del Nord dove si usano i teleriscaldamenti per evitare inquinamenti prodotti da tanti piccoli camini che non sono controllabili, come anche nel mio paese nativo dove evito di andare nei periodi invernali.
Vorrei invitarvi tutti voi giornalisti molisani, compresi coloro che hanno ritirato le autorizzazioni, a visitare impianti a biomasse in luoghi turistici in Sud Tirolo per farvi verificare personalmente che le vostre paure sono infondate. Il motivo di questa email sta anche nel fatto che ci era stato offerto di costruire l’impianto, nonché di gestirlo, con un investimento in Molise di 25 milioni di euro che avrebbe dato lavoro a 30 persone oltre a garantire agli allevatori un smaltimento idoneo della pollina.
Sono a Vostra disposizione per qualsiasi domanda a riguardo di questa materia”.
Francesco Monteleone