Si è svolto ieri presso l’auditorium della Scuola “I. Petrone” di Campobasso un interessante convegno sulle “Scuole in sicurezza” in occasione della Giornata Nazionale della Sicurezza nelle Scuole, organizzato da Cittadinanzattiva con la presenza di illustri relatori. Ad aprire i lavori la Dirigente dell’Istituto ospitante Maria Cristina Battista che ha introdotto l’argomento e, subito dopo ha preso la parola il Dott. Geol. Pierfederico De Pari ricordando che il 22 novembre 2008 Vito Scafidi, giovane studente di 17 anni, moriva nell’aula della IV G del Liceo Darwin di Rivoli (TO).
Presenti in platea il Sindaco e Presidente della Provincia di Campobasso Antonio Battista, il presidente dell’Acem Corrado Di Niro, il Provveditore agli studi Giuseppe Colombo, insegnanti e genitori, il dibattito è andato avanti snocciolando dati e slides sul tema: [highlight]più di 1 scuola su 10 in Italia presenta lesioni strutturali; 1 su 3 è ubicata in zone ad elevata sismicità; due terzi delle scuole non possiede le certificazioni di idoneità.[/highlight] “Il crollo di una parte della Scuola di Amatrice, a causa del sisma del 24 agosto scorso, dopo San Giuliano di Puglia non si può accettare” ha gridato il dott. De Pari. “Nei terremoti vi è una causalità che non dà spazio a nessun tipo di attesa. Il nostro esempio doveva e deve servire da spartiacque di un cambiamento in positivo delle politiche di sicurezza delle scuole e degli edifici pubblici e dei nostri comuni. Di contro il 50-70% delle strutture scolastiche nazionali non è conforme alle norme”.

Il Ricercatore Geofisico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma Vincenzo Sepe ha spiegato in maniera semplice cosa sia un terremoto e come lo si individua come zona e intensità (magnitudo) con una vena polemica rivolta ai media che, spesso e volentieri, danno magnitudo prima ancora che l’Ingv, unico punto di riferimento in questo, si pronunci. Pungente invece l’intervento dell’Ing. Fabrizio Palmisano il quale, nella mezz’ora a sua disposizione, ha puntato il dito non sull’evento sismico ma “sugli errori gravi commessi negli ultimi 20 anni dagli stessi ingegneri nella progettazione e costruzione di edifici. Il patrimonio edilizio nazionale è ricco di difetti nascosti, interni, strutturali e spesso non ce ne accorgiamo. Gli studi di vulnerabilità vengono fatti in maniera superficiale nell’ottica del risparmio e, spesso e volentieri, dopo anni di indagini si scopre che la causa di un cendimento di una struttura è conseguenza del non rispetto delle regole”. Ha chiuso i lavori l’Ingegner Manuela Manenti, ex Direttore generale della struttura di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e esperta in materia di edifici scolastici emergenziali, nonché riferimento per la ricostruzione di oltre 60 edifici scolastici danneggiati dal sisma del maggio 2012 a L’Aquila.