Protesta rumorosa in piazza, davanti Palazzo San Giorgio, questa mattina a Campobasso di genitori e alunni della Scuola di Contrada Casale (Mascione, Istituto Comprensivo “L. Montini”)) che non vogliono assolutamente mollare la presa affinché la stessa riapra nel più breve tempo possibile, dopo la chiusura avvenuta per problemi di sicurezza il 3 novembre dello scorso anno e il trasferimento degli alunni in via Scarano.
“La scuola di Mascione è un presidio storico della nostra città – affermano – E’ l’ultima scuola di periferia che negli anni è riuscita a resistere anche ai vari Piani di dimensionamento scolastico grazie alla sua indiscussa vitalità: cinque classi, mai nessun problema per la loro formazione, domande di iscrizione spesso superiori al numero di alunni accoglibili, professionalità delle insegnanti, risultati lusinghieri raggiunti in progetti nazionali ed europei, particolare cura nella didattica dei diversamente abili. Abbiamo sempre ritenuto – affermano i rappresentanti dei genitori – che il problema fosse risolvibile in breve tempo, anche perché le criticità dello stabile non dovrebbero essere poi così gravi se è vero come è vero che lo stesso è stato anche utilizzato come seggio elettorale e come punto di appoggio per lo Slalom Città di Campobasso.
Il Sindaco da parte sua ha sempre preso tempo e subordinato la soluzione del problema all’esito dello studio di vulnerabilità da effettuare da parte dell’Unimol. Intanto negli otto mesi trascorsi si poteva intervenire, se ci fosse stata volontà politica. Invece nulla. Forse perché non c’erano risorse, o quelle che c’erano disponibili sono state dirottate altrove. La situazione intanto si è fatta preoccupante, settembre è alle porte e si prospetta un altro anno di emergenza.
Chiediamo – concludono – di ricevere lo stesso trattamento che ha ricevuto la Scuola Primaria Don Milani, ovvero di restare in zona con l’aiuto delle aule messe a disposizione dall’Unimol. Ci rivolgiamo alle istituzioni tutte affinché si adoperino per risolvere il nostro problema in quanto riteniamo che la misura sia colma e non escludiamo il ricorso alle vie giudiziarie per la tutela dei diritti dei nostri ragazzi. Siamo stanchi: forse è il caso di restituire al Sindaco le nostre tessere elettorali!”.