
Ha voluto informare l’opinione pubblica una volta per tutte la rappresentanza di genitori della Scuola Primaria “Don Milani” di via Leopardi a Campobasso, composta dal Presidente in carica del Consiglio d’Istituto Nicola Simonetti, da rappresentanti dell’Associazione Scuola a Misura di Bambino e dal legale portavoce, avvocato Stefano Brienza. Attraverso una lunga conferenza stampa sono state spiegate le motivazioni che hanno portato alla decisione di intraprendere un cammino di protesta a partire proprio da questa settimana: un gazebo permanente in piazza Vittorio Emanuele e una manifestazione pubblica da tenersi sabato 22 p.v.
La storia ormai è nota: nove mesi fa un manipolo di intraprendenti genitori, alla luce dello sciame sismico che in quel momento interessava il capoluogo e alcuni centri viciniori, aveva richiesto l’accesso agli atti per la verifica dei documenti relativi alla messa in sicurezza dell’edificio effettuata attraverso lavori di ristrutturazione nell’estate del 2014. Ad aprile di quest’anno, non avendo avuto ancora risposta dall’amministrazione, una ulteriore richiesta corredata anche da 600 firme di genitori preoccupati sollecitava la stessa amministrazione ad adempiere ad una richiesta legittima. Soltanto il 23 settembre scorso e il 5 ottobre successivo venivano prodotti e consegnati i documenti richiesti dai quali, però, la mancanza di qualsivoglia tipo di documentazione, ritenuta la causa del ritardo nell’emissione della documentazione richiesta da parte dei genitori, si trasformava in un’amara e concreta sorpresa: la relazione tecnica finale, redatta dall’incaricato dal Comune Ing. Giovanni Corsi, parla chiaro: “pur conseguendo un miglioramento del comportamento globale della struttura, non sono sufficienti a raggiungere un livello di sicurezza accettabile dell’edificio, conseguibile solo con un intervento sistemico su tutti gli elementi strutturali. Restano, infatti, situazioni di pericolo e di alta vulnerabilità anche a bassi livelli di azione sismica, nelle parti dell’edificio dove finora non si è potuto intervenire”.
Del milione e 360mila euro stanziato per la messa in sicurezza della scuola di via Leopardi con la delibera 183 del 21/08/2013, sarebbero stati utilizzati e spesi soltanto 400mila euro per un terzo della struttura, quello attualmente occupato dalla Scuola dell’Infanzia “Collodi”, peraltro appartenente all’Istituto Comprensivo Jovine e non all’Igino Petrone. Di conseguenza la restante parte della struttura, occupata dagli alunni della Don Milani, come recita la relazione non può essere tenuta aperta. Resta da capire il milione rimanente che destinazione abbia preso…
Il resto è storia recente: da Palazzo San Giorgio fanno sapere, stravolgendo le richieste del comitato, che solo a risultati negativi acquisiti dal pool dell’Università del Molise che si occuperà (entro quando non è dato sapere) dello studio di vulnerabilità di dieci edifici in totale con uno stanziamento di soli 30mila euro, si è disposti a prendere posizione. Nel frattempo, la via più semplice da percorrere per il Sindaco è quella espressamente e categoricamente non voluta dai genitori, ovvero i turni pomeridiani da svolgersi presso altri plessi scolastici. “Rimane comunque la certezza che lo studio dell’Unimol non porti buone notizie in futuro, almeno per la Don Milani, dal momento che già due anni fa c’è stato chi ha messo nero su bianco dichiarando la struttura non idonea”.