Due ore circa di grande musica, intervallata da racconti e aneddoti che hanno tenuto con il fiato sospeso, tra ricordi e pensieri. Il Maestro Nicola Piovani ha chiuso ieri la due-giorni di concerto come primo appuntamento della nuova stagione teatrale al Savoia di Campobasso organizzata dalla Fondazione Molise Cultura, con l’ennesima standing ovation del pubblico che gli ha tributato applausi scroscianti ad ogni occasione.
Un viaggio che ha accompagnato indietro nel tempo i tantissimi spettatori che hanno gremito il piccolo gioiello cittadino (sold out anche la seconda serata) attraverso le grandi opere del 70enne maestro romano. Le celeberrime colonne sonore di un altro grande Maestro, Federico Fellini: L’intervista, Ginger & Fred. Per poi spaziare da Mario Monicelli con gli indimenticabili Speriamo che sia femmina e Il Marchese del Grillo, a Bigas Luna con Prosciutto Prosciutto, a Saverio Costanzo con Hungry Hearts.
La musica è pericolosa, diceva il grande Maestro Fellini al suo amico Piovani: perché tocca nel profondo, commuove e fa sorridere. Esalta e al contempo fa sentire umili e fragili. Lo spettacolo trova subito lo spazio per una trilogia di opere dedicate alla mitologia greca e alla Bibbia, fonti ispiratrici tanto care a Piovani: Partenope, Il minotauro e La danza dei sette veli (Salome) sapientemente introdotte dal Maestro; per la musica di Storia di un impiegato di Fabrizio De André e per la stupenda Caminito interpretata dall’indimenticabile Marcello Mastroianni per De eso no se habla, film argentino del 1993 di Maria Luisa Bemberg.
I racconti si intrecciano, gli aneddoti riempiono il cuore prima che le sue dita tocchino lo splendido Steinway & Sons. Dalle parole del Maestro si evince chiaramente quanto lui tenga a quest’arte: la Musica. Oggi alla portata di tutti ma non per questo arte di cui abusare. Parole critiche “per la musica passiva che, al pari del fumo passivo, viene proposta e riproposta ovunque anche quando non deve e non può essere proposta. Un uso scellerato della stessa. Avevo sperato in una legge europea, una norma dell’Europa, che qui poteva essere utile, che vietasse la musica passiva come il fumo: oggi la musica è ovunque, finanche quando compri l’insalata al supermercato”. Qui il riferimento alla musica importantissima delle Bande musicali che un tempo fungevano da amplificatori ad uso e consumo della gente, riproducendo opere che soltanto dal vivo potevano essere ascoltate. “Il suono in lontananza che man mano si faceva più nitido annunciava l’arrivo della Banda e, di conseguenza, l’inizio dello spettacolo”. da lì è arrivata l’ispirazione per l’incipit musicale che accompagna l’opera di un altro grande amico, Roberto Benigni, nel suo viaggio attraverso la lettura della Divina Commedia del Sommo Poeta Dante Alighieri.
Occhi lucidi, infine, alle note de La vita è bella (1999) che gli hanno regalato il premio Oscar per la miglior colonna sonora proprio al fianco del grande poeta-attore-regista-letterato toscano. Note indimenticabili con, sullo sfondo, proiettate immagini divenute Storia del Cinema italiano al pari delle precedenti. Segno che se La Musica è pericolosa, tanto vale correre il pericolo. m.s.