Alle 11.32 di vent’anni fa un terremoto di magnitudo 6.0 scosse il Molise e, soprattutto, San Giuliano di Puglia, piccolo paesino dell’entroterra dove la scuola elementare si accartocciò su se stessa e sui piccoli scolari indifesi. 27 bambini e la loro maestra, Carmela Ciniglio, rimasero uccisi sotto le macerie della scuola, crollata, si saprà in seguito, a causa della sopraelevazione di un piano che non si sarebbe mai dovuta fare.
Oggi, come da quel giorno in poi, in ricordo delle vittime del terremoto di San Giuliano si è celebrata la giornata del ricordo: il piccolo cimitero comunale era gremito più che mai di parenti delle piccole vittime, di cittadini del paese e di tantissime autorità accorse per la speciale ricorrenza che, appunto, compie oggi 20 anni.
Tra i tanti amministratori regionali, il capo del Dipartimento della Protezione Civile nazionale Fabrizio Curcio che, come i suoi predecessori, non ha voluto far mancare la sua presenza per la ricorrenza: «un dolore che si rinnova ogni anno, una comunità ed un paese colpiti nelle nostre cose più care: i nostri ragazzi, i nostri figli. E’ davvero ogni volta molto commovente».
Dopo i consueti rintocchi della campana del cimitero il lunghissimo corteo si è spostato al Parco della Memoria, sorto sullo spazio dove un tempo sorgeva la scuola crollata. Qui la deposizione di corone da parte dei rappresentanti delle istituzioni affinché «Nessun giorno vi cancellerà dalla memoria del tempo».
































