«Ripartire dalle esigenze di cittadini e territorio», presentato il nuovo soggetto politico “Insieme”

“Insieme” non è un altro partito ma un partito ‘altro’. La frase che racchiude la ragion d’essere di una nuova formazione politica, “Insieme” appunto, è quella pronunciata dall’ex consigliere regionale Gaspero Di Lisa, tra i promotori nonché coordinatore regionale, in conferenza stampa stamattina alla presenza di diversi esponenti regionali pronti a partire verso questa nuova avventura come Antonio D’Aimmo, Giuseppe Piacente, Mario Antenucci e del Coordinatore nazionale Giancarlo Infante.

Una formazione politica che non nasce oggi ma che, con la costituzione dell’Associazione Insieme, affonda le sue radici già nel 2017 portando avanti programmi e argomentazioni studiate da un comitato composto da oltre 500 personalità a livello nazionale. Il 4 ottobre 2020, poi, segna la nascita ufficiale del partito con l’atto notarile di deposito dello statuto e la stesura di un programma basato su lavoro, famiglia, pace, solidarietà. «Non esiste un leader, un segretario di partito – ha affermato Di Lisa – ma ben 26 coordinatori regionali (per il Molise segretario è Mario Antenucci, ndr.), e 30 coordinatori di dipartimento che si occupano di comunicazione, futuro giovani, futuro donne ed Europa. Nel giugno prossimo si terrà l’Assemblea plenaria che getterà le basi dell’azione programmatica basata sul superamento dell’insopportabile bipolarismo attuale, fatto di tante formazioni politiche che a seconda del momento creano coalizioni di opportunità. C’è bisogno – ha terminato Di Lisa – di prendersi cura dei cittadini, di riportarli al centro dell’attività politica, di ascoltare la voce del territorio e di riconsiderare i mezzi con cui andare incontro alle sue esigenze. No a promesse ma solo elementi progettuali concretamente realizzabili».

«Stiamo assistendo al disgregamento della politica, – ha detto nel suo intervento Mario Antenucci – tant’è che i nostri rappresentanti attuali sono stati soltanto nominati e non scelti attraverso libere elezioni. Noi vogliamo ripartire dal basso per ridare voce al cittadino, al popolo, chiamando le voci della società, raggruppandole costituendo centri di ascolto e di aggregazione per ridare spazio al territorio (a partire dal municipio e dal quartiere) e all’ambiente (inteso come sociale e professionale) elaborando programmi d’azione attraverso le diverse espressioni e competenze in campo. I centri dovranno essere il fulcro dove vengono proposte le iniziative portate successivamente al vaglio degli organismi centrali del partito. Sul territorio si riceveranno le domande di iscrizione al partito, – chiosa Antenucci – si sosterranno i candidati in campagna elettorale. La nostra struttura di partito vuole partire dal cittadino: dai centri di ascolto locale, provinciale, regionale e nazionale attraverso i coordinamenti democraticamente eletti attraverso libere elezioni».

Autonomia, presenza politica fuori dall’attuale mentalità bipolare superata dai fatti, dunque, «vista la realtà di un insieme di partiti sommatoria di gruppi e organizzazioni interne tenute in piedi dalla parte peggiore della politica gestionale e di sopravvivenza. E’ necessaria una nuova presenza d’ispirazione cristiana in campo – ha detto il Coordinatore nazionale Giancarlo Infante nel suo intervento – Noi siamo alternativi a questa destra, estrema destra; al mondo della sinistra, che ha perso il suo radicamento sociale, incapace di ridurre la forbice tra ricchi e poveri, preda di una visione liberistica dell’uomo e della società; il Partito Democratico è diventato partito radicale di massa e non in termini sociali. Noi, invece, siamo un partito programmatico, vogliamo offrire alternative su recovery fund, famiglia, scuola, giovani, donna.

Siamo impegnati a presentare un volto nuovo, facce nuove, non in senso strettamente anagrafico, riferendoci ad amici che sono stati distanti dalla politica degli ultimi 25 anni. Nuovo e meno nuovo vanno integrati per mettere in campo le esperienze uniche in grado di sostenere l’attualità della politica. Indichiamo la nostra diversità rispetto ai partiti leaderistici; non abbiamo il segretario unico ma crediamo nella collegialità per superare i limiti che ciascuno di noi porta in sé, escludendo la logica dei partiti ‘personali’, dell’uomo solo al comando cui assistiamo in questi anni.

Parliamo di coordinamento, coordinatori, servitori per indicare il gruppo di amici che partecipano alla vita del partito. Disegniamo una formazione politica che viene dai territori, con un gruppo guida proveniente da tutta l’Italia. Abbiamo individuato 30 dipartimenti, con 300 persone a lavoro su politica europea, pace, che stanno producendo visioni generali e proposte concrete. In questa direzione, stiamo anche interloquendo con un’ampia area di parlamentari di ispirazione cristiana che fatica a riconoscersi negli schemi attuali, disponibili a promuovere le nostre proposte concrete. Non ultimo siamo riusciti a partecipare alla battaglia parlamentare sull’emendamento che raddoppia le provvidenze previste in pandemia per le scuole pubbliche non statali e la previsione di 70 milioni annui per le scuole che favoriscono l’accesso degli studenti disabili. La politica – conclude Infante – è intervento anche a livello legislativo nazionale e regionale, stare sui problemi, proporre interventi finalizzati alle attese della gente. No alla politica astratta: è il tempo di portare nel concreto l’idealità generale di riferimento che ci anima e che cercheremo di concretizzare».

In chiusura a chi chiedeva se il nuovo soggetto politico fosse pronto, a livello regionale, a competere alle prossime elezioni la risposta è stata più che esauriente: «Non è il momento di pensare alle elezioni ma alle prossime generazioni. Dobbiamo lavorare per gettare le basi che, successivamente, ci porteranno anche alle competizioni elettorali. Siamo in una fase particolarmente importante della vita del partito ma quando verrà il momento i nostri candidati verranno scelti dalla base, insieme».

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