L’assessore comunale alla Cultura Adele Fraracci, espressione del Cantiere Civico al Comune di Campobasso, lascia l’incarico motivando il suo gesto con la seguente nota.
«Se c’è un accordo, si rispetta.
Il Foedus, patto di fiducia, non è stato onorato per responsabilità manifeste. Oggi (ieri, ndr.) in conferenza stampa ciascuno dirà la propria, credo che le parole dell’avvocato Colucci e del dr. Marcheggiani concorreranno a chiarire la questione. Io lo faccio attraverso questo comunicato stampa.
Premessa. L’accordo alle elezioni è ciò che ha condotto alla vittoria Marialuisa Forte. E c’è chi ha remato contro dopo la vittoria:
- all’interno del Pd-Movimento 5 Stelle e del gruppo AVS, quest’ultimo qui in città è da lustri costola del Pd
- all’interno della sede del cantiere civico troppo spesso polemiche sterili e dentro il consiglio c’è chi ha ammesso di non essere mai stato convinto circa la necessità dell’accordo. Insomma è così che alla fine il “gioco” si è rotto.
Mi preme dire che io non sono il giocattolo di nessuno e nella vita professionale e civile, così come nell’agone politico, sono sempre stata donna autonoma, che si assume oneri, onori e fallimenti. E non consento a nessuno di strumentalizzare la mia persona. All’accordo avevo personalmente creduto tanto da spendermi con lealtà in questi 10 mesi, convinta che la città capoluogo dovesse essere un baluardo dentro il panorama sia regionale che nazionale a chiara conduzione di destra, evidentemente però per altri la logica è stata diversa.
Conclusione. Dunque, con la schiettezza che mi appartiene sottolineo che: 1) mi sono dimessa da assessore, praticando sul campo il non attaccamento alla poltrona, convinta che la poltrona debba servire non a me, ma alla comunità e se non ci sono le condizioni per ben operare è cosa giusta fare il passo indietro; 2) La questione rifiuti era un punto dell’accordo, uno dei cardini del programma del cantiere civico, con l’impegno di metterci mano e di assicurare discontinuità. Invece il campo largo ha deciso di andare in senso opposto, dando continuità alla gestione, disattendendo alla fine gli accordi e le rassicurazioni; l’assenza di un riscontro da parte della sindaca quantomeno al vicesindaco in merito alla SEA è stata la cosa deflagrante sul piano politico e mortificante sul piano umano; 3) nell’augurare buon lavoro ai consiglieri, tutti, lascio il cantiere civico, a cui sono stata legata per orizzonti di valori, ma da cui oramai mi separano taluni comportamenti e i loro futuri percorsi politici.
Rivolgendomi ai miei elettori, mi spiace che sia andata così, ma assicuro che in questi 10 mesi di assessorato ho lavorato con lealtà e impegno. La programmazione culturale non è stata ridotta a eventificio o passerella, ma a iniziative inserite dentro un progetto di crescita da realizzare secondo logica e prospettiva.
A Campobasso avevo intenzione di dare il carburante per essere vissuta e riconosciuta come città capoluogo, nel segno di una sua caratterizzazione forte sotto più versanti. Tante iniziative sono partite e stanno per partire, i capitoli di spesa sono stati messi in sicurezza almeno fino al Corpus Domini, altri passeranno al vaglio del consiglio comunale a giugno per poter realizzare quanto programmato sino alla fine dell’anno o, a questo punto, far trovare a chi mi succederà fondi disponibili per la propria programmazione.
Mi corre l’obbligo di sottolineare che sul piano culturale la Sindaca ha condiviso ogni mia proposta e le varie attività, così come per il centro storico c’è stata sinergia sul sabato al borgo. A proposito del centro storico , mi corre l’obbligo di esaltare il raccordo con l’assessore Colucci, con riferimento in particolare, a mo’ di semplice esempio, al progetto di recupero di un edificio comunale che attraverso un protocollo di intesa con la scuola edile, la Dante Alighieri, la Prefettura e altri attori del territorio condurrà un gruppo-classe di immigrati a apprendere la nostra lingua e un mestiere, convinta come sono che l’inclusione non sia una parola di cui riempirsi la bocca ma azione concreta. Così come concrete sono state le azioni a favore della diversabilità percorse con l’assessore Marcheggiani.
Mi fermo qui perché elencare tutto ciò che ho fatto e previsto risulterebbe noioso e finanche stucchevole. Un ringraziamento però voglio rivolgerlo agli operatori culturali e alle associazioni del nostro territorio, attraverso cui tante iniziative si realizzano. La porta dell’assessorato è stata aperta a tutti, senza preclusioni o barriere partitiche, nella idea che tutti possono apportare un contributo prezioso alla città per il bene comune. Mi auguro che si possa continuare a lavorare sui bandi per attrarre i fondi della cultura che mi sono premurata di avviare o di segnalare, proprio anche al fine di supportare associazioni e operatori.
Insomma, tanto è. La esperienza, nonostante l’epilogo, l’ho trovata bella e istruttiva, ho lavorato con una struttura amministrativa che mi ha sempre supportato con diligenza e pazienza, da cui molto ho appreso. In commissione cultura, a parte i primi momenti di certo sospetto reciproco, si è lavorato con spirito collaborativo e sereno.
Ora ritorno alla bellezza della scuola e dei miei studi».