In una società che continuamente si trasforma, è inevitabile che anche i contesti educativi subiscano evoluzioni che coinvolgono in primis i veri protagonisti dell’azione formativa: gli studenti. Talvolta a caccia di emozioni estreme, di esperienze nuove e dirompenti; spesso in balia dei social media o coinvolti in contesti disfunzionali, gli adulti del domani sono alla continua ricerca di una dimensione, di uno “spazio” rassicurante e al contempo stimolante, nel quale poter esprimere liberamente le proprie emozioni ed attitudini.
Se ci si guarda intorno, si avverte che il bisogno di riferimenti sociali, familiari e culturali, per i ragazzi in crescita, è sempre più sentito. Diviene ogni giorno più indispensabile, dunque, la collaborazione sinergica tra scuola e famiglia, quegli agenti educativi che quotidianamente assolvono al delicato compito di supportare, indirizzare e costruire contesti sani, socializzanti e rassicuranti.
“Felici si può, un dialogo tra scuola e famiglia: i cacciatori di nuovi orizzonti educativi” è il titolo dell’incontro che si è tenuto questo pomeriggio presso l’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “Igino Petrone” di Campobasso e che visto la presenza della dott.ssa Maria Rita Parsi, illustre docente, psicopedagogista, psicoterapeuta e giornalista, nonché componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e membro del Comitato ONU sui diritti del fanciullo.
«Madre Teresa di Calcutta, – ha affermato la Parsi – circondata da uomini e bambini morenti negli ospedali che quotidianamente frequentava ricevette una domanda da un giornalista: qual è stato il giorno più bello della sua vita? Oggi, rispose. Cos’è la felicità, dunque? L’oggi. Il passato ce l’abbiamo alle spalle e non possiamo tornare indietro, il futuro lo stiamo costruendo, oggi è quello che conta, qui e ora quello che faccio.
Le prime agenzie educative sono famiglia e scuola, purtroppo surclassate dal mondo virtuale che manda qualunque tipo di informazione e tra le peggiori ci sono continuamente atti di violenza e distruttività. Gli umani, che chiamano bestie le bestie, si dovrebbero vergognare se nel 2023 fanno ancora la guerra e uccidono una media di tre donne nel nostro civilissimo paese. Allora cerchiamo di educare innanzitutto le coppie, le famiglie, investiamo nella formazione degli insegnanti creando una scuola come centro culturale polivalente che possa dare loro una mano e smettiamo con i bollettini di guerra quotidiani in tv che generano l’idea dell’isolamento, del combattere o del fuggire. L’orologio dell’apocalisse non ha più un secondo da spendere…».
L’Istituto “Petrone”, dunque, da sempre attento all’aspetto emozionale e psicologico insito in ogni percorso di apprendimento, offre a genitori e docenti la possibilità di dialogare e confrontarsi sugli effetti che un’armonica e serena collaborazione tra scuola e famiglia possono produrre sul cammino dei ragazzi e su come i contesti educativi possano influenzare ed orientare il percorso di crescita e le scelte, presenti e future.
«Siamo convinti che l’educazione non debba limitarsi all’aspetto meramente trasmissivo del sapere – ha affermato il dirigente scolastico Giuseppe Natilli – ma debba tener conto quello che è l’aspetto emotivo degli studenti, dei docenti, del personale di servizio, della famiglia e di tutta la comunità. Noi vogliamo preparare i nostri studenti a diventare individui felici, consapevoli dell’essere e capaci di affrontare la vita in modo sano e con un bagaglio di strumenti sempre più grande. L’incontro rientra nel ciclo di seminari da noi organizzato dove tratteremo vari argomenti. La scuola come hub di cultura, come organizzatore di processi ma soprattutto come generatore di occasioni belle».