Un’autentica impresa, quella del Campobasso che conquista la salvezza matematica proprio nel giorno più difficile, in un “Benelli” vestito a festa e che pian piano ribolle di rabbia e frustrazione, di fronte ad un esito del tutto imprevedibile, vista l’inerzia del torneo che vedeva i pesaresi pronti a festeggiare e un “lupo” a fare da vittima predestinata. Due rigori, realizzati con freddezza da Piero Balistreri (il primo con un memorabile scavetto), l’altro con una conclusione potente e precisa, regalano alla squadra di Minadeo i tre punti più importanti della stagione, ribaltando l’esito di un match già difficile in sede di vigilia, e reso ancora più complicato dal gol al 17’ del “solito” Rossoni, al terzo gol consecutivo al “Benelli” contro il Campobasso, visto che aveva già segnato nelle due precedenti stagione. La Vis sfrutta un calcio piazzato e una palla lunga, sulla quale si avventa il giovane laterale che di testa scavalca Landi.
La capolista (che al 96’ torna seconda), si rende pericolosa solo da palle ferme contro un Campobasso che non si disunisce. Messo in campo con grande sagacia dal tecnico Minadeo, non concede spazi e si rende pericoloso tutte le volte che può ribaltando l’azione col ficcante Kargbo, con un centrocampo in grado di correre, contrastare e ripartire. Proprio Minadeo, a fine gara si farà professione di modestia dicendo: “Complimenti ai ragazzi, merito loro e della loro capacità di ascoltare e di applicarsi nel mettere in campo quelle due o tre cose che abbiamo detto”. Come se l’allenatore non c’entrasse nulla. Bugia grande così. Il tecnico ha innanzitutto dato serenità ad un gruppo sfiduciato da cinque sconfitte consecutive, ha, per così dire “messo le cose a posto”.
Il Campobasso ha trovato il pareggio grazie allo sgusciante Kargbo, un ’99 della Sierra Leone destinato al calcio professionistico. Cacioli lo stende e viene espulso. E’ rigore, che Balistreri realizza con un “cucchiaio” memorabile. Cambia la partita, la Vis capisce che la festa non è scontata, i 3000 sugli spalti urlano contro l’arbitro ogni contumelia, si scaldano anche troppo, temono la beffa. E questa, dal punto di vista Vis, arriva puntuale al 19’ del st. Ancora rigore, fallo di Ficola su Varsi appena dentro l’area. Ancora Piero Balistreri. Il Campobasso raddoppia, triplica, quadruplica gli sforzi. Non concede varchi, anzi, fallisce almeno tre volte il contropiede del clamoroso 1-3. Nel frattempo la Vis Pesaro, sempre più divorata dall’ansia e dalla tensione, resta in nove per un gomito alto di Radi su Kargbo che Collu punisce col rosso. I marchigiani recriminano per un mancato intervento arbitrale su un’azione precedente su Ridolfi. Fine dei giochi, il Campobasso vince al “Benelli” e non sa ancora se sia salvo o meno. Bisogna aspettare un’oretta perché arrivi la conferma: l’Olympia Agnonese si è fatta imporre il pari dai Nerostellati, ultimi in classifica. Calcolatrice alla mano, i “ragionieri” sentenziano: il Campobasso è salvo, la partita con la Jesina di domenica prossima potrà essere giocata senza patemi.
Stefano Castellitto