“Il Partito Democratico torni a pensare al bene comune”

di Nicola Messere

Le elezioni regionali del prossimo 22 aprile, a mio avviso, dovranno essere spartiacque da cui ripartire per una nuova stagione del PD e dell’intero centro sinistra molisano a prescindere da come finirà. Ritengo che ci siano tutte le premesse per una affermazione di Carlo Veneziale alla guida della nostra Regione e questo non potrà che essere un bene per tutti noi molisani.

Il Partito Democratico, impegnato fortemente a sostenere la propria lista e il candidato Presidente Carlo Veneziale, subito dopo questa fase elettorale, tornerà a riunirsi nei circoli, nelle federazioni e con gli iscritti, per avviare la fase del rinnovo del proprio gruppo dirigente. Certo, lo svantaggio accumulato i questi anni è notevole a causa di una gestione dell’esecutivo uscente tutta auto referenziata e senza un vero e proprio collegamento con i partiti che l’hanno sostenuta, almeno questo è quello che i cittadini hanno percepito. Si potrà dire tutto e il contrario di tutto ma mai che il PD molisano non sia stato leale (anche se forse poco coerente) con i propri rappresentanti istituzionali.

Una migliore gestione della comunicazione, un miglior rapporto con i cittadini, una maggiore attenzione al mondo del lavoro (particolarmente a quello dell’edilizia che è una parte importante del PIL regionale), una maggiore condivisione di alcune scelte importanti come quella sul Piano Sanitario Regionale, una minore personalizzazione dello scontro politico (sia con gli avversari che con gli alleati), una maggiore attenzione per le aree interne, una maggiore sinergia con i corpi intermedi, una maggiore valorizzazione del rapporto con i dirigenti del partito, una maggiore unità tra gli eletti (non solo sulla legge elettorale), avrebbero potuto fare la differenza e consentire di affrontare questa campagna elettorale i maniera diversa. Il PD molisano, come a Roma per il vero, deve ritrovare quello spirito originario che aveva appassionato tante persone, particolarmente i giovani, quel partito che veniva percepito come un grande progetto riformista e progressista.

Purtroppo bisogna constatare che abbiamo abbandonato il programma “L’Italia bene comune” per tramutarlo in “Italia bene per pochi” , serve quindi, senza rincorrere però ricette populiste, qualunquiste e benaltriste, non una semplice rielaborazione del lutto ma una seria autocritica, individuare su dove si è sbagliato e perché invece, nonostante le cose positive, le stesse non sono state percepite tali. A chi pensa che il Partito Democratico sia un azienda su cui lanciare una “OPA” bisognerà contrapporre, con forza, chi pensa invece che il PD sia e resta ancora, una speranza per tutti quei cittadini che vogliono più giustizia sociale, più equità fiscale, più dignità e opportunità nel lavoro, più sicurezza, più salute pubblica, più vicinanza agli ultimi e ai più deboli ma anche più umanità e sentimento.

Il PD subito dopo questa tornata elettorale dovrà quindi affrontare una nuova e delicata fase congressuale, sono sicuro che saranno garantiti percorsi lineari e trasparenti a chi vorrà candidarsi a segretario del PD molisano. Credo e spero che ci saranno più candidature per un grande, reale e leale momento democratico per aprire una nuova stagione politica, in cui gli eletti dovranno fare gli eletti e il partito dovrà fare il partito.

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