Giorno del Ricordo in onore delle vittime delle Foibe. Il messaggio della politica molisana

Francesco Roberti – Oggi, 10 febbraio 2025, si celebra la Giornata del Ricordo, istituita per onorare la memoria delle vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Una delle pagine più drammatiche della nostra storia che merita approfondimento e riflessione.

Uno spaccato di storia contraddistinto da violenze ai danni di migliaia di italiani in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia dal Secondo Dopoguerra. Intere comunità costrette a lasciare le proprie terre e le proprie radici furono segnate per sempre e, negli ultimi anni, la riscoperta di questo frangente di storia del Novecento serve anche per restituire la dignità alle vittime delle foibe. La lettura della storia è indispensabile per una società basata sulla verità e sul rispetto tra i popoli. Ricordare è fondamentale per disegnare un futuro migliore, senza commettere gli stessi errori.

Leggere la storia non deve assolutamente alimentare divisioni, bensì permettere un percorso di maggiore consapevolezza. Nell’attuale contesto internazionale, ricordare la storia significa anche lavorare per evitare nuovi conflitti e divisioni tra i popoli. Oggi saranno diversi gli eventi per ricordare le vittime delle Foibe. Il messaggio da rivolgere ai nostri giovani è quello che soltanto con la reciproca collaborazione, la pace e il rispetto si può ambire a un futuro sereno senza il rischio di pericolose nubi all’orizzonte.

Marialuisa Forte – Oggi, in occasione del Giorno del Ricordo, commemoriamo una tragedia che ci parla di intolleranza, nazionalismo e violenza etnica. Ancora oggi, a distanza di circa ottant’anni, non possiamo permetterci di ignorare il peso di ciò che è accaduto, ma soprattutto non possiamo chiudere gli occhi davanti ai segni di ciò che potrebbe accadere ancora.

In questo giorno ricordiamo una delle pagine più dolorose della nostra storia, legata ai massacri e agli eccidi commessi dai partigiani jugoslavi contro i cittadini italiani della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia tra il 1943 e il 1947. Il Giorno del Ricordo diventa un promemoria che ci obbliga a riflettere sull’importanza di costruire un futuro di pace e giustizia, particolarmente nel contesto attuale in cui si riaffacciano con prepotenza gli estremismi nazionalisti. Ricordare le Foibe ci insegna che la storia può ripetersi se non facciamo attenzione e se non lavoriamo per costruire ponti di comprensione e dialogo.

La memoria non è un esercizio di nostalgia, ma una responsabilità che abbiamo verso noi stessi e le generazioni future. In Europa, e nel mondo, dobbiamo contrastare l’odio e il nazionalismo con un’idea di società inclusiva, fondata sul dialogo e sulla solidarietà. Solo attraverso la conoscenza, la cultura e l’informazione possiamo evitare di ripetere gli errori del passato.

Elisabetta Lancellotta – La Giornata del Ricordo è istituita per onorare le vittime delle foibe e il dramma dell’esodo giuliano-dalmata. Questa giornata non è solo un’occasione per commemorare chi ha perso la vita o ha dovuto abbandonare la propria terra, ma è anche un’opportunità per riflettere su uno degli eventi più dolorosi della nostra storia recente, che è storia della nostra intera Patria e non soltanto di una parte di essa. E deve esserlo soprattutto oggi, a pochi giorni dalla vandalizzazione della fobia di Basovizza, un atto vile che oltraggia Trieste e la memoria di quegli italiani che abbandonarono le loro case, le loro terre e che pagarono, anche con la vita, la scelta di essere italiani.

Tra il 1943 e il 1945, migliaia di donne e uomini furono infatti inghiottiti nelle foibe o perseguitati a causa della loro identità nazionale. A questa tragedia si aggiunse l’esodo forzato di oltre 300.000 italiani dall’Istria, dalla Dalmazia e dalla Venezia Giulia, costretti a lasciare le proprie case per sfuggire alla violenza e alla repressione. Una ferita profonda che ha segnato intere generazioni e che merita di essere conosciuta e compresa.

Il dovere della memoria ci impone di non dimenticare queste tragedie e di trasmettere alle nuove generazioni, anche attraverso il loro studio nelle scuole, la consapevolezza storica necessaria per costruire un futuro basato sulla verità, sulla giustizia e sul rispetto reciproco. La storia ci insegna che la pace e la convivenza si fondano sulla conoscenza e sulla comprensione delle sofferenze di tutti i popoli. Oggi abbiamo, tutti, il dovere di ricordare e di trasmettere le storie di coloro che fortemente scelsero di essere italiani, molti dei quali morirono gridando ‘Viva l’Italia’.