Direttiva Bolkestein, la Corte Europea ancora non si pronuncia. Nagni: “Prepariamoci a tutto”

Pierpaolo Nagni
Pierpaolo Nagni

Si è svolta ieri a Roma una nuova riunione del Tavolo di coordinamento sul Demanio Marittimo, costituito all’interno della Commissione Ambiente della Conferenza delle Regioni e che ha visto la partecipazione degli Assessori regionali in materia. All’ordine del giorno la questione legata alla normativa comunitaria “Bolkestein” e alle conseguenti regolamentazioni che tale provvedimento vedrebbe scaturire nei confronti delle imprese e degli operatori balneari di tutta Italia. “Ad une mese circa dall’ultimo incontro, spiega Pierpaolo Nagni, siamo ancora nell’attesa che la Corte Europea si pronunci su un ricorso presentato riguardo un rinnovo di concessione balneari .

Tale pronunciamento è previsto per la prossima metà di luglio e darà un primo orientamento sulla materia, poiché in quell’occasione si comprenderà se le concessioni balneari in scadenza saranno rinnovabili, oppure questo nuovo indirizzo di liberalizzazioni comprenderà anche il settore delle imprese turistico balneari. Dinanzi a un’evenienza secondo cui le concessioni saranno immediatamente commerciabili, ci troveremo comunque ad una serie di incongruenze sostanziali che vedrebbero una serie di difficoltà oggettive. Si immagini, prosegue Nagni, che un imprenditore che ha realizzato investimenti all’interno del suo stabilimento si veda non rinnovare la propria concessione. Ci si troverebbe dinanzi a due problemi: innanzitutto l’investimento non ammortizzato da parte dell’imprenditore che aveva calcolato un ammortamento nel corso di un  numero diverso di anni, successivamente si avrebbe  difficoltà nel quantificare il valore di tali investimenti e l’eventuale rimozione di beni ed infrastrutture realizzate. Da qui, dunque, sorge la necessità di avviare un processo di transizione che abbia un respiro pluriennale. I balneatori chiedono 30 anni per un assestamento normativo, ma tale richiesta sembra essere complicata da realizzare. Certo è che risulta necessario un congruo periodo di transizione che determini un equa risoluzione del problema, ed a riguardo il Governo Italiano, assieme ad altri Stati, ha richiesto alla Commissione Europea di attendere il 2020 per applicare la norma e si resta in attesa del suo pronunciamento.

Comunque, prosegue Nagni, si potrebbe prendere spunto da normative simili che hanno interessato altre concessioni commerciali. Penso a quella degli ambulanti che vedono in fase di evidenza pubblica l’assegnazione di un punteggio sulla base di eventuali migliorie ed investimenti realizzati sul posto, oltre che a risultati di profitto raggiunti; fattori, questi,  che sommati ad un’offerta congrua contribuiscono con determinazione all’assegnazione del punteggio. In questo modo si permetterebbe a chi ha investito e lavorato per anni in un luogo di conservare un diritto acquisito nel proseguire nella sua attività. Tanto detto, continueremo a lavorare ai vari livelli istituzionali, conclude Nagni, mettendo in campo tutte le energie ed i canali a disposizione per tutelare quegli imprenditori coraggiosi che per anni hanno reinvestito economie sulle nostre coste in decenni di lavoro. Un patrimonio imprenditoriale ma anche umano che non potrà essere sottomesso a classiche logiche di mercato che anche in altri settori non si stanno distinguendo in quanto a successi”.

 

 

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