
Ieri pomeriggio un detenuto del carcere di Isernia ha rischiato di morire per una forte crisi epilettica, ma è stato salvato dalla prontezza di riflessi, dalla professionalità e dal pronto intervento del personale di Polizia Penitenziaria e dell’infermiera di turno. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria, che denuncia come ad Isernia e negli altri carceri molisani il medico è di turno solamente dalle 8 alle 14.
“Durante il turno di 12/18 il personale di polizia penitenziaria unitamente all’infermiera di turno sono dovuti intervenire per un detenuto alle prese apparentemente con una forte crisi epilettica”, spiega Luigi Frangione, Segretario Provinciale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “Portato nell’infermeria del carcere, in attesa del medico reperibile (perché il dottore è in carcere solo dalle 8 alle 14 per i tagli determinati alla sanità regionale), poliziotti ed infermiera hanno stabilizzato il ristretto attraverso le varie tecniche di pronto soccorso, tenendolo cosciente. Ciò nonostante è andato in shock e subito crisi respiratoria perdendo totalmente coscienza per almeno 10/15 secondi e solo grazie alla nostra repentino intervento alla nostra caparbietà si è potuto evitare il peggio. Nel frattempo altri colleghi avevano allertato il 118 che una volta giunto in Istituto ha semplicemente appurato che i parametri vitali si erano ristabiliti e che non necessitava il trasporto in ospedale. Credo proprio di poter dire che gli abbiamo salvato la vita”.
Frangione contesta “i tagli spropositati dello Stato e della Regione Molise in materia di sanità, che portano gli istituti penitenziari regionali ad avere il medico in carcere solamente dalle 8 alle 14, mentre il servizio dovrebbe essere garantito almeno fino alle 24!”. Aggiunge da Roma il Segretario Generale SAPPE Donato Capece: “Ai poliziotti penitenziari di Isernia va un grande plauso per quel che hanno fatto, aver salvato la vita a un detenuto affetto da crisi epilettica. La situazione nelle carceri resta allarmante: altro che emergenza superata! Dal punto di vista sanitario è semplicemente terrificante: secondo recenti studi di settore è stato accertato che almeno una patologia è presente nel 60-80% dei detenuti. Questo significa che almeno due detenuti su tre sono malati. Tra le malattie più frequenti, proprio quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti. A seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%). Questo fa capire ancora di più come il servizio medico in carcere deve essere garantito sempre altro che dalle 8 alle 14 come ad Isernia! Per fortuna delle Istituzioni, gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere – come a Isernia – con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per il ripetersi di eventi critici”.