#corpedelascunzulatavecchia / Tranquilli ce pensa la sora Giorgia

In una sola serata due bombe di notizie bomba sono esplose sui byte e nei telegiornali italiani. Le notizie, due, provenivano tutte e due da casa Lollobrigida/Meloni. Oramai era cosa risaputa e consolidata che il ministro dell’autarchia, pardon della sovranità alimentare, fosse il cognato del Presidente del Consiglio. Su questo meno di niente da dire per chi, come me, parte dal presupposto che nessuno è raccomandato (?). Presupposto alle volte sbagliato, ma io sono capa tosta e recidivo.

Dunque il ministro per l’autarchia, ancora autarchia? Il ministro per la sovranità alimentare è corso al meeting di Rimini organizzato da non si sa chi, una volta era organizzato da “comunione e liberazione” che aveva pensato di organizzarlo nello stesso periodo e negli stessi luoghi dove i comunisti, oltre a “mangiare i bambini” organizzano le feste nazionali dell’Unità. Bei ricordi miei per averne organizzata più di qualcuna a Campobasso …. sono modesto e volo basso.

Il Meeting di Rimini, come ogni anno ha visto la presenza di politici e quindi, giustamente anche il ministro per l’autarchia alimentare … mannaggia: SOVRANITA’ alimentare ha partecipato. Nel suo intervento ha fatto risaltare la fortuna che hanno le persone meno abbienti (più povere) nel dover cercare gli alimenti in una filiera sempre più corta per cercare di risparmiare. Che fortuna!! Per  non citare il lato “B” di ognuno di noi. Il ministro Lollobrigida  ha fatto ricordare uno sketch degli anni settanta, crisi petrolifera, di Franca Valeri che impersonava una snob assai snob che, dato il momento di crisi, doveva a tutti i costi risparmiare. Per risparmiare ancora di più, sull’acquisto degli alimenti, aveva pensato, la snob, di andare a Bruxelles con il suo jet privato per comprare i cavoletti, di Bruxelles, e quindi risparmiare. Ecco il ministro Lollobrigida non potendo dare consigli del genere ha pensato bene di “inneggiare” alla “sua” filiera corta nel “bene” del popolino ignaro. Come quando vorrebbero far passare per massaggi thailandesi le coliche renali che ci vengono a sentire queste cose.

Nella stessa giornata, siccome ci sono i corsi, ma poi arrivano i ricorsi storici, la premier Meloni, anzi il segretario Meloni, segretario di Fratelli d’Italia, ha nominato Arianna Meloni, sorella della premier stessa e moglie del ministro Lollobrigida, come responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia nonché responsabile del tesseramento. In pratica il partito nelle mani della famiglia del segretario. Una sorta di dinastia tra sorelle, un nepotismo di papale memoria che permetteva ai figli illegittimi dei prelati di essere considerati meglio degli altri. Ma questo, meglio degli altri, lo facevano i preti nel medioevo. Questo doppio incarico per la signora Arianna Meloni potrebbe (dovrebbe?) essere il preludio per la candidatura della signora stessa Arianna (o Arianna stessa) alle elezioni europee del giugno 2024. Spero la candidino nel collegio sud Italia dove è compreso il Molise. Noi siamo avvezzi ad eleggere gli “stranieri”. Per noi molisani fare quadrato per far eleggere nostri candidati e non quelli di fuori non esiste. “… per noi “non passa lo straniero, zà zà” è rimasto solo l’ultimo verso della “Canzone del Piave”.

Volendo stare un attimo più vicini alla nostra epoca di fratelli di persone famose in Italia ne abbiamo, comunque al momento ricordo solo i compianti Emilio et fratello Colombo ed a livello locale Gianni e Remo di Giandomenico. Gianni non si occupa più di politica, mentre Remo ancora(to) alla presidenza dell’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Termoli, ripeto DI TERMOLI, si occupa di tutto il turismo molisano snocciolando numeri sulle presenze rivierasche che, a detta degli operatori termolesi sembra non siano proprio esatti. È inutile per certi lavori ci vogliono i ragionieri.

Tornando alla sorelle de noartri, sono di Roma quindi “ci” può dire, l’incarico politico di Arianna Meloni mi (ri)porta alla mente, per assonanza di provenienza politica, la fiamma tricolore la volle Giorgio Almirante fondatore del Movimento Sociale Italiano ed ex ufficiale combattente della Repubblica Sociale Italiana. Repubblica fantoccio voluta dal finito politicamente pelato di Predappio per continuare la folle alleanza con i nazisti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Agli albori del regime fascista, con la marcia su Roma conclusasi il 28/10/1922, ricordiamo che l’attuale Corso Bucci a Campobasso in epoca fascista era “Corso 28 Ottobre” , ricordiamo le “avventure” di Arnaldo Mussolini (fratello del pelato, che nel 1924 fu scoperto da Giacomo Matteotti con le mani nella marmellata per aver incassato tangenti dalla ditta Sinclair Oil. La mattina Giacomo Matteotti si stava recando alla Camera dei deputati e nel suo intervento avrebbe denunciato l’incasso delle tangenti, ma una squadraccia di fascisti lo rapì e fu ritrovato morto in una pineta dopo parecchi giorni. Che c’entra questo con quello che ho scritto sinora? Sempre politica è, anche se per Matteotti è storia consolidata e dichiarata. Storia di cui l’allora presidente del consiglio e primo ministro se ne prese la responsabilità.

Nella speranza che il ministro all’autarchia …. sovranità alimentare, non rimetta l’uso obbligatorio dell’olio di ricino, considerando che per la stagione 2023 si prevede un aumento dell’olio evo di almeno il 50% visto che la produzione calerà di oltre il 50% vi saluto cordialmente ricordando che eia eia steme qua!

Statevi arrivederci con affetto e stima. (foto Roberta Covatta)

Franco di Biase