“Come uscire dallo sballo”, questo il titolo dell’incontro tenutosi al Liceo Classico “Mario Pagano” di Campobasso del dirigente scolastico Sergio Genovese che ha trattato il delicato tema della prevenzione dall’uso di sostanze stupefacenti attraverso gli importanti contributi offerti dagli illustri ospiti presenti nella sala biblioteca dell’istituto.
Il magistrato dott.ssa Roberta D’Onofrio, Padre Lino Iacobucci (fondatore della Comunità di recupero “La Valle” di Toro), il maresciallo Matteo Tagliaferri (Comandante della Stazione dei Carabinieri di Campobasso) hanno, con i loro interventi, intrattenuto la folta e attenta platea di studenti in età adolescenziale, quella più pericolosa dal punto di vista dell’approccio con il mondo della tossicodipendenza e delle dipendenze in genere. Una apocalisse educativa, è stata definita; una questione di gravissima entità quella che giornalmente gli addetti ai lavori vivono, non certo estirpabile con la repressione ma tentando di capirne i motivi per prevenirla. «La cosa più brutta che possa esserci è quella di privare un individuo della propria libertà» ha affermato il M.llo Tagliaferri. «Non siamo certo contenti di arrestare qualcuno perché colpevole di spacciare droga. Spesso lo facciamo con il cuore infranto ma bisogna rispettare le regole. Quindi attenzione a ciò che si fa e spesso anche agli amici che ci circondano, non sempre leali con noi».
Il rispetto delle regole, dunque, ribadito a gran voce anche da Genovese, come punto fermo della sua esperienza da dirigente scolastico dell’illustre Liceo del capoluogo. Ma anche la mano tesa dalla giustizia a quei genitori che, a volte, preferiscono un figlio in carcere piuttosto che divorato dalla piaga della tossicodipendenza. Qui le tante esperienze di lavoro del magistrato Roberta D’Onofrio che ha portato alcuni esempi concreti di come la Legge tenti in tutti i modi di comprendere e rieducare ma, purtroppo spesso, non ci riesce tanto è potente il richiamo delle sirene della dipendenza. Un invito dunque ai tanti giovani in sala a non cedere alle tentazioni che in quell’età si manifestano prepotentemente e a non fargli prendere il sopravvento per vivere una vita serena e affermarsi nella vita come persone dall’integrità morale intatta.