Andrea Capobianco è tornato nel suo Molise e lo ha fatto con la medaglia d’argento al collo conquistata ai mondiali in Egitto con la nazionale italiana under 19. Un traguardo straordinario che conferma la bontà del lavoro svolto dal coach venafrano, già pronto a nuove importanti sfide. A Campobasso il cittì guiderà la selezione azzurra under 18 nel torneo internazionale con Finlandia, Danimarca e Grecia organizzato da Cus Molise, Cestistica e Unimol. Alla vigilia abbiamo parlato con lui di passato, presente e futuro.
Coach Capobianco, siamo alla vigilia del primo Under 18 Men’s Basketball International Challenge. Per il Molise e per Campobasso è un evento straordinario, concorda?
“E’ un evento straordinario sicuramente. Ringrazio la Cestistica e il Cus Molise per le capacità organizzative e per quello che hanno fatto. Ci saranno a Campobasso tre nazionali estere più l’Italia e questo vuol dire che stiamo parlando di un evento affascinante, e certamente di un qualcosa di grande per quanto riguarda il Molise. Per vedere un certo tipo di pallacanestro una volta bisognava andare lontano, oggi possiamo venire al Palaunimol in un ambiente bellissimo per vedere queste nazionali. Da allenatore dell’Italia posso solo ringraziare per l’organizzazione, per l’accoglienza e per l’ambiente familiare che abbiamo trovato. Da molisano e responsabile anche di un settore della federazione regionale, devo dire che sono fiero e orgoglioso per ciò che si è realizzato qui nella nostra realtà”.
Dal punto di vista personale è stata un’estate abbastanza calda con tante partite. Un pizzico di rammarico per l’avventura europea con la nazionale femminile e l’argento mondiale con l’under 19 maschile in Egitto che equivale ad un oro.
“La medaglia d’argento ottenuta in Egitto è molto più di un oro perché al di là del tempo passato dalla conquista dall’ultima medaglia azzurra a livello giovanile, sapere di essere secondi nel mondo fa rabbrividire tutti. Questo però deve essere un punto di partenza perché al di là del risultato, io sono contento per la qualità del gioco espresso. Con l’under 19 maschile abbiamo messo due giocatori nel miglior quintetto, con le ragazze a detta d tutti siamo riusciti ad esprimere una pallacanestro che è stata tra le migliori del campionato europeo con Zandalasini nel miglior quintetto a soli vent’anni. Questo vuol dire che il cammino intrapreso è assolutamente positivo e dobbiamo essere fiduciosi. Allo stesso tempo, però, non bisogna abbassare la guardia ma cercare di migliorare ancora di più quello che stiamo facendo perché quando si assapora qualcosa e si vede che è buona, bisogna sforzarsi per mangiare tutto il piatto”.
E’ un grande motivatore e cerca di puntare sempre al massimo con le sue squadre.
“Lo sport è fantastico. Sono contento del fatto che ho potuto unire lavoro e passione, una passione di tanti anni cominciata sui campi all’aperto del Molise. Certamente io punto nella vita ad essere sempre migliore il giorno dopo. Questo vuol dire puntare a qualcosa di grande e al massimo anche perché lavorare per arrivare a certi traguardi ci dà la serenità di affrontare le cose. La serenità è data dal lavoro che svolgiamo al di là se si riesce a raggiungere o meno l’obiettivo. Personalmente credo molto nel lavoro e nella voglia di fare il percorso nel miglior modo possibile”.
Con i ragazzi dell’under 18 ha lavorato tanto in questi giorni. C’è una buona base sulla quale costruire qualcosa.
“Anche qui ci dispiace un po’ per alcune assenze a partire da De Zardo che già l’anno scorso doveva venire con me in Turchia, un giocatore straordinario che saluto e che purtroppo per motivi legati ad un infortunio serio non può essere presente. Oltre a lui mancheranno altri due elementi, uno fermo ai box per noie fisiche, l’altro perché è ancora in America. Al di là delle assenze i ragazzi stanno lavorando nel miglior modo possibile con attenzione e con la giusta carica agonistica per essere sereni quando andranno a giocare le partite dell’europeo. Sappiamo che abbiamo un girone pazzesco con Spagna, Serbia e Ucraina. Due sono le pretendenti al titolo, queste sono le avversarie che ci sono capitate e queste sono le partite che ci giocheremo. E’ inutile piangere o lamentarsi. Dobbiamo andare lì e provare a giocarci questi match”.
Negli ottimi risultati che le selezioni italiane stanno ottenendo quanto c’è di Andrea Capobianco?
“Questa è una domanda alla quale non devo rispondere io. Sono il responsabile delle nazionali giovanili, il commissario tecnico della femminile con responsabilità su tutta la parte tecnica del movimento ed è normale che mi piace avere nei miei staff tutte persone competenti e di qualità perché una sola persona non può raggiungere traguardi importanti ma sono lo staff, le squadre e i gruppi che riescono a vincere qualcosa. Onestamente spero sempre di saper scegliere le persone prima da un punto di vista umano e poi da un punto di vista tecnico per onorare al meglio la nostra maglia”. Il primo Under 18 Men’s Basketball International Challenge è alle porte (questa sera l’esordio con la Grecia), poi sarà tempo di campionati europei. La nazionale under 18 è pronta a giocarsi le sue carte, seguendo i dettami tecnici e i consigli di un grande allenatore.