Casa del Popolo ONLUS? «Facciamo un po’ di chiarezza»

«In molti ci hanno chiesto, ultimamente, quando rinizieranno gli eventi di Casa del Popolo. E’ venuto, quindi, il momento di fare un po’ di chiarezza. L’anno e mezzo che abbiamo appena trascorso è stato molto duro, sia individualmente che come associazione. La priorità è stata quella di rimanere vivi: con tanti sacrifici abbiamo mantenuto la nostra sede e organizzato con fatica, molta fatica, approfondimenti culturali e sociali virtuali.

L’evoluzione, si spera positiva, dell’epidemia ci ha portato, ultimamente, a riconsiderare la possibilità di riprendere le nostre attività, anche se siamo ancora molto perplessi sulla possibilità che si possano organizzare, all’interno della nostra piccola sede, eventi ai quali la gente possa decidere di partecipare con serenità e sicurezza.

Quindi abbiamo ritenuto necessario pensare all’organizzazione di eventi in spazi pubblici all’aperto nella città. Ma a questo punto ci siamo scontrati con alcuni aspetti burocratici-amministrativi. Il nuovo regolamento comunale, entrato in vigore all’inizio del 2021, che disciplina il canone unico patrimoniale, individua modalità e soggetti che devono sottostare al pagamento di detto canone per l’occupazione di suolo pubblico.

L’art. 38 di tale regolamento individua una “specifica esenzione dal canone per le occupazioni effettuate da organizzazioni non lucrative di utilità sociale (O.N.L.U.S.), così come individuate ai sensi dell’art. 10 comma 1 del D.Lgs. 460/1997, per finalità perseguite nell’ambito delle attività espressamente individuate e riconosciute nel comma 1 lett. a) del 33 D.Lgs. 460/1997, a condizione che l’area non venga occupata per lo svolgimento di attività lucrative”.

In merito a tali indicazioni, si rileva come in seguito all’entrata in vigore della riforma del terzo settore, intervenuta con D.Lgs. 117/2017, le ONLUS, e il decreto che le istituiva, sono stati di fatto superati e, pertanto, ad oggi le nuove associazioni ricadono sotto le disposizioni del citato decreto 117. Casa del Popolo, nata nel 2018 successivamente alla riforma del terzo settore, è stata pertanto istituita ai sensi del citato D.Lgs. 117/2017 e, quindi, non può caratterizzarsi come una ONLUS, così come definita dal superato D.Lgs. 460/1997, pur rappresentandone in pieno le caratteristiche ed i fini sociali.

Abbiamo, quindi, provveduto ad inoltrare via PEC al Comune di Campobasso una nota per richiedere chiarimenti in merito all’interpretazione della categoria “ONLUS” e se possano, quindi, ritenersi esenti dal pagamento degli oneri dovuti all’occupazione di suolo pubblico anche le associazioni instituite ai sensi del D.Lgs. 117/2017. Il Comune ci ha prontamente risposto sostenendo (semplifichiamo) che la riforma del terzo settore ancora non è pienamente in vigore e, pertanto, “qualunque riferimento alla categoria delle ONLUS di cui all’articolo 10, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, o alle ONLUS di diritto risulta pienamente legittimo”.

Inoltre, aggiunge che l’esenzione prevista per le ONLUS “non è tipizzata specificamente da norma di rango primario ma deriva dalla volontà dell’Amministrazione, suffragata dalla possibilità concessa dal combinato disposto della lettera f) del comma 821 e del comma 834 dell’art. 1 L.160/2019, di prevedere ulteriori esenzioni dal canone con l’effetto, in questo caso, di premiare le organizzazioni non lucrative di utilità sociale per le meritevoli attività perseguite”.

Cosa ci racconta questa storia? In sintesi, sembrerebbe che nonostante siano intervenute pesanti riforme nella disciplina del terzo settore, rendendo di fatto superata la definizione stessa di ONLUS, il Comune ritiene corretto continuare a concedere l’esenzione esclusivamente a tale tipologia associativa, tralasciando tutte quelle organizzazioni ed associazioni che lavorano nel sociale e che sono state istituite nell’ambito della nuova disciplina. Appare, quindi, evidente come l’Amministrazione Comunale non abbia alcuna intenzione e volontà di concedere l’esenzione anche a tutti quei soggetti che animano il terzo settore, esercitando le proprie attività senza alcun fine di lucro.

Alcuni giorni fa è stata approvata la delibera di Giunta numero 174 del 30 giugno 2021, con la quale l’Amministrazione Comunale di Campobasso ha stabilito la proroga dell’esonero dal pagamento del Canone Unico Patrimoniale per le occupazioni o utilizzazioni di suolo pubblico temporanee effettuate dai titolari di pubblici esercizi con decorrenza dal 1° luglio al 31 dicembre 2021. Con la stessa delibera è stata stabilita la proroga dell’esonero dal pagamento del Canone Unico Mercatale per le occupazioni derivanti dall’esercizio del commercio su aree pubbliche, in forma itinerante o su posteggio in area mercatale, con decorrenza dal 1° luglio al 31 dicembre 2021.

All’interno di questo provvedimento non è stato fatto alcun accenno alle associazioni che, in caso non siano qualificate come ONLUS, continueranno a dover sottostare al pagamento del Canone Unico Patrimoniale (anche se scontato del 73 – 92%)  in caso di eventi organizzati senza alcun scopo di lucro. Chi amministra questa città, una volta ancora, dimostra di non conoscere nulla di ciò che la anima e quali siano i soggetti che cercano, a fatica, di portare avanti attività di carattere sociale. Specifichiamo meglio: siamo contenti che commercianti ed esercenti siano supportati in questa fase piuttosto complicata, ma sarebbe bastato aggiungere un paio di righe alla delibera di giugno concedendo anche alle associazioni del terzo settore un piccolo e temporaneo aiuto per poter consentire loro di continuare ad esercitare la propria attività.

L’insegnamento più grande, di questo ultimo anno e mezzo, è che in questa città c’è una completa assenza di spazi sociali, luoghi a disposizione delle associazioni e dei collettivi che, senza alcun fine di lucro, vogliono rendere migliore la vita nella nostra città. Questa situazione riguarda non solo Campobasso, ma tutto il Molise: basti citare l’esempio dell’”ex Lavatoio” di Isernia e della “Città Invisibile” di Termoli che, per volere politico delle amministrazioni, a breve perderanno i locali che in questi anni sono stati una fucina di pratiche sociali, azioni di solidarietà concreta, costruzione di autorganizzazione.

Non possiamo credere che l’Amministrazione Comunale non sia sensibile al problema! Le attività culturali sono determinanti per lo sviluppo della personalità dell’individuo, per lo sviluppo del territorio in cui abita e per la condivisione, il cambiamento e lo sviluppo della collettività. Ora come ora abbiamo tutti fame di socialità, di aggregazione (sempre nel rispetto delle norme anti-Covid, eh!), di vita da condividere, e non dobbiamo farci sfuggire l’opportunità di dare ausilio a chi offre il proprio tempo e le proprie energie, affinché possa creare occasioni perché tutto ciò sia possibile.

Dando una mano a Casa del Popolo, diamo una mano a tutto il comparto dell’associazionismo che opera in campo socio-culturale a beneficio dei singoli e di tutta la collettività.

SOLIDALI OGGI, PIU’ FORTI DOMANI».

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