La Città di Campobasso riscopre un capitolo centrale della propria storia rinascimentale. Attraverso una ricerca storico-archivistica e araldica durata oltre dieci anni, l’Associazione Culturale Opificio Culturale restituisce alla città la memoria del dominio della signoria dei Gonzaga (1530-1639), riposizionando il capoluogo molisano nel prestigioso quadro politico e culturale del Rinascimento italiano.
Il progetto si articola in tre tappe fondamentali che coinvolgeranno le istituzioni e la cittadinanza: conferenza stampa di presentazione mercoledì 28 gennaio 2026, ore 10:30 a Palazzo Cannavina. Saranno illustrati i risultati scientifici della ricerca, il significato della presenza gonzaghesca e i dettagli del volume. Interverrà il curatore Walter Santoro insieme ai rappresentanti degli enti patrocinanti.
La presentazione del volume vi sarà venerdì 30 gennaio 2026, alle 17:30, presso la Sala della Costituzione della Provincia. Il Volume: “I Gonzaga, signori di Campobasso. Mantova, Guastalla e i feudi meridionali” (Ed. Opificio Culturale, 2026). 152 pagine con 65 fotografie a colori che documentano scoperte inedite, come lo stemma nuziale rinvenuto a Palazzo Cannavina. Relatori saranno Walter Santoro e Mario Ziccardi con rappresentanti istituzionali.
L’iniziativa culminerà il 7 febbraio 2026 presso il Palazzo Ducale di Guastalla (RE) con la sigla del gemellaggio culturale tra le due città. L’accordo, nato dalla proposta di Opificio Culturale, sarà firmato dai sindaci Paolo Dallasta (Guastalla) e Marialuisa Forte (Campobasso), alla presenza degli assessori alla cultura Fiorello Tagliavini e Adele Fraracci.
Una scoperta di rilievo europeo – La ricerca ha permesso di decifrare lo stemma matrimoniale delle casate di Capua e Gonzaga e ha portato alla luce dettagli inediti, come la nascita a Campobasso di Ippolita Gonzaga nel 1535 e il passaggio della città, tra il 1560 e il 1562, sotto Tommaso Marino (già proprietario del celebre Palazzo Marino a Milano). Il lavoro è frutto di anni di indagini presso l’Archivio di Stato di Mantova e la Biblioteca Maldotti di Guastalla, con il supporto di prestigiose istituzioni quali l’Accademia Nazionale Virgiliana e la Società per il Palazzo Ducale di Mantova.