Campobasso ed il cosiddetto “salto di qualità”, c’è ancora un po’ di strada da fare. Un’occasione ghiotta per i rossoblù arriva già domani (sabato, ore 17.30) all’Axor Stadium-Molinari contro la Vis Pesaro. Non già perché si tratti di avversaria agevole, tutt’altro, ma il Campobasso ha i mezzi e le possibilità, con il supporto del pubblico, per conquistare la terza vittoria casalinga e di restare nell’altissima classifica, per quanto essa possa contare a poco più di un quinto del cammino.
Errori (orrori) o non del Livorno, la difesa di Zauri non prende gol da 315′ (recuperi esclusi) e non era scontato dopo un inizio di stagione in cui erano emerse incertezze e vulnerabilità. L’attacco è tra i migliori del lotto. Come reparto nel complesso ma anche come singoli i rossoblù non hanno nulla da invidiare a nessuno. In campo aperto la squadra sa essere micidiale. A Zauri il compito di massimizzare il profitto anche contro squadre che non concedono affatto praterie sconfinate in cui spesso si è scorrazzato prima dello “zero” di Livorno, producendo anche reti di ottima fattura. È una questione di equilibri, necessario prendere qualche cartellino giallo in meno (fin qui sono 21, tre a partita, più di tutti), e “ripulire” qualche pallone in più per i famelici attaccanti. In tutto questo i marchigiani, guidati da 18 mesi da Roberto Stellone (squalificato come l’ultima volta a gennaio, in panchina il vice Gennari) costituiscono un test validissimo per le ambizioni dei rossoblù.
GLI AVVERSARI – La Vis Pesaro più forte di sempre (adriatici a quattro partite dalla B, eliminati ai quarti di finale dal Pescara), ha perso per strada qualche elemento cardine della passata stagione, tipo Vukovic e Coppola (tornati al Pisa), Okoro (Juve Ng), Orellana (Ternana), Cannavò (Cosenza). Buono però il lavoro del ds Menga, che è partito da un’ottima base riuscendo a mantenere il portiere Pozzi, promosso titolare, i difensori Bove, Ceccacci, Di Renzo e Tonucci, i centrocampisti Pucciarelli e Paganini, con il temibile Di Paola abile sia in mediana che tra le linee (con una stoccata che in categoria forse non ha nessuno), fino a Nicastro in avanti.
La rosa del confermato (fino al 2030!) Stellone è stata poi rinfrescata grazie e soprattutto anche al “filo diretto” con le società amiche Pisa e Venezia. Dagli arancio-neroverdi è ritornato Tavernaro (a titolo definitivo), dal club della Torre pendente il lettone Bočs (in partenza con la Nazionale U21 dopo la partita), Beghetto (un passato in serie A), Ferrari e Primasso (che era a Sestri). Poi, tra le altre, ecco le novità Jallow (Arzignano, ad inizio carriera ad Agnone in D), Ventre (Juve Ng), Giovannini dal Modena (a Gubbio nel 24/25, dove ha giocato poco per un brutto infortunio), quindi Stabile (dal Seravezza, già due gol nel 25/26) e l’italo-argentino Vezzoni di scuola Inter, l’anno passato a Foggia. In classifica i marchigiani sono un po’ attardati, hanno vinto solo una volta (3-0 al Livorno), forse hanno sbagliato solo un match (quello perso 3-1 a Forlì), ma nel pareggio col Gubbio sono arrivati segnali di ripresa, perchè la squadra di Stellone pur ridotta in dieci (espulso Zoia, poi squalificato) ha retto bene il confronto, presentandosi così al “Molinari” agguerrita e determinata. Sta al Campobasso spegnerne i “pruriti” con una prestazione di quelle buone.
IL PASSATO – Nei sei precedenti nell’impianto di contrada Selvapiana due i successi dei rossoblù, uno dei quali è arrivato proprio poco più di un anno fa (26 settembre 2024), 3-2, costruito già nel primo tempo (3-1 al 45′) firmato da una doppietta di Di Nardo e da Di Stefano. I marchigiani, in gol con Bove e Peixoto, sfiorarono il 3-3 nel recupero con una ‘svirgolata’ di Benassai, vicino ad una clamorosa autorete che fece trattenere il fiato ai quasi 4 mila spettatori di quel giovedì sera.
Il precedente successo dei rossoblù era di dieci anni prima, un 2-1 in serie D firmato al 95′ da Riccardo Lazzarini, dopo le reti di Miani per il ‘lupo’ ed Evacuo per gli ospiti. La storia di Campobasso-Vis Pesaro inizia nel ‘frigorifero’ del 31 dicembre 1988, in C1. Campobasso senza sussulti e senza reti. Lo 0-0 costa la panchina a Rivellino proprio a Capodanno, arrivò Milite (ex secondo a Cava de’ Tirreni) ma i brutti segnali di quel girone di andata furono confermati a fine stagione dalla inevitabile retrocessione.
Altri due i pareggi in tutto, ancora 0-0 in C2 nel torneo 89/90 e l’1-1 nel 2016 con vantaggio biancorosso di Rossoni, e pareggio (1-1) di Jonathan Alessandro. L’unico “2” sulla ruota di Campobasso è uscito nel torneo 2017/18 in serie D. A Selvapiana finì 1-2, con reti di Olcese e Cruz, inframezzate dal provvisorio pari di Esposito Lauri (espulso successivamente).
DAL CAMPO – Armini e Brunet hanno lavorato a parte e ancora non sono pronti. Da parte di Zauri è lecito attendersi qualche novità nello “starting 11” dopo la rifinitura mattutina. Ballottaggi Lancini-Celesia al centro della difesa, Pierno e lo stesso Celesia a sinistra. Serra e Gala si contendono una maglia, con quest’ultimo in vantaggio così come Gargiulo sembrerebbe il prescelto con Di Livio pronto ad entrare dalla panchina. In attacco Magnaghi in vantaggio su Padula per una maglia da titolare per una questione di rotazioni. Per Stellone il problema della squalifica a Zoia potrebbe essere risolto ricorrendo all’esperienza di Beghetto.
LE PROBABILI FORMAZIONI
Campobasso (4-3-3): Tantalocchi; Cristallo, Papini, Lancini, Celesia; Gala, Cerretelli, Gargiulo; Bifulco, Magnaghi, Leonetti. All.: Luciano Zauri.
Vis Pesaro (3-4-1-2): Pozzi; Ceccacci, Tonucci, Beghetto; Tavernaro, Paganini, Pucciarelli, Vezzoni; Di Paola; Stabile, Nicastro. All.: Andrea Gennari (Roberto Stellone squalificato).
Arbitro: Sig. Gabriele Restaldo di Ivrea. Assistenti: Cantatore e De Chirico di Molfetta. IV ufficiale: Liotta di Castellammare di Stabia. Operatore FVS: Andreano di Foggia.
Stefano Castellitto