Chissà che non sia proprio il sacrificio della più lunga trasferta della stagione ad offrire in cambio al Campobasso il timbro sulla salvezza e poi pure una finestrella con vista playoff. A Solbiate Arno, stadio “Chinetti” (fischio di inizio domani alle 15), contro il Milan Due, denominato sì “Futuro” ma alle prese con un presente sportivamente drammatico (ultimo posto appaiato al Legnago), i rossoblù vogliono completare l’opera, toccando almeno quota 40 (meglio ancora 42) per mettere le mani sulla salvezza, ma anche per mantenere accesa la speranza di almeno una partita di post-season, considerando che un’eventuale (probabile) trionfo del Rimini in Coppa Italia renderebbe buono pure l’undecimo posto, per dirla con Roberto Bortoluzzi, leggendario conduttore di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Per farlo, però, occorrerà impedire ai rossoneri dello squalificato Oddo (subentrato a Bonera 15 giorni fa), di ottenere il quinto successo stagionale, il terzo casalingo dopo quelli, ormai remoti, a spese di Gubbio e Spal. Il Campobasso di Prosperi dovrebbe già aver imparato la lezione, dopo un altro scivolone con un’ultima in classifica, come già accaduto di recente a Sestri Levante.
MILAN, FUTURO A RISCHIO – Iscritto alla C a fine giugno ’24 una volta formalizzato il fallimento dell’Ancona, il Milan si è presentato alla C con tanta qualità sparsa in un organico extralarge. Ma le difficoltà sono state superiori al previsto. Illusori i successi in Coppa Italia, dove ha eliminato Novara, Lecco e Torres, prima di arrendersi al Caldiero Terme. Oggi i numeri sono impietosi: appena 4 successi su 33 (uno soltanto nelle ultime 15, contro la Spal), striscia negativa aperta di otto turni. Ora come ora il “Milan 2” è sull’ultimo gradino della classifica, come mai prima era accaduto in stagione. Il Campobasso invece è al terzo match contro un’ultima della classe dopo lo 0-0 di Legnago a gennaio e lo 0-2 di Sestri. Anche per questo il “lupo” deve stare in guardia.
Visto il concreto rischio retrocessione in D per i rossoneri, da quest’anno contemplato dal regolamento, è cominciata a suonare la grancassa. Il Milan “non può” retrocedere, almeno 12 milioni di euro andrebbero in fumo. Per il Diavolo vorrebbe dire la pietra tombale su un progetto che ha richiesto risorse supplementari rispetto a quelle estive, quelle che è stato necessario investire nel mercato invernale per rinforzare la squadra con dei profili di qualità, ma non tutti giovanissimi (Camporese, Ianesi, Quirini, Branca, Magrassi). Numeri alla mano, però, i nuovi non hanno tuttavia inciso più di tanto. Ergo, quella contro il Campobasso, sarà per il “piccolo Diavolo” una sorta di gara della vita. Non ci saranno i tifosi organizzati, per protesta contro le “squadre B”, che rappresentano un’autentica anomalia nell’intero panorama della terza serie. Un omaggio al potere che fa a pugni con la tradizione centenaria di club storici, ufficialmente per valorizzare i “giovani” ma che lascia perplessi in tanti. Solo il presidente del Sestri Levante, Stefano Risaliti, si è espresso in merito: “Falsano i campionati”. Da tutti gli altri uno strano silenzio, per non disturbare il manovratore.
TABU’ LOMBARDIA – Mai così a Nord il Campobasso dai tempi della B. Il lupo poi in Lombardia non ha mai vinto, pur se nella memoria collettiva lo 0-0 di San Siro del 27 febbraio 1983 contro il Milan è presente ed è appuntato come una medaglia. L’1-1 di Brescia del 9 giugno 1986 valse, ad una giornata dal termine, l’ultima salvezza in cadetteria. Qualche altro pareggino (1-1 e 2-2 a Varese , 0-0 a Monza ed a Cremona), poi si contano solo sconfitte (Varese, poi due contro il Como, tre contro il Monza, due contro l’Atalanta, tre contro la Cremonese). Totale 6 pareggi ed 11 sconfitte in 17 gare. Il “lupo” si affida alla cabala, in fondo le statistiche sono fatte per essere smentite.
Stefano Castellitto