Avremmo voluto stilare il classico Pagellone di fine stagione magari tra qualche altra settimana, sperando che il campionato finisse con l’appendice dei playoff, ma questa annata è già terminata a fine aprile e quindi eccoci qui, con la dovuta premessa che i “voti” sono ovviamente opinabili e assolutamente soggettivi e che, ovviamente, si riferiscono solo ed esclusivamente agli aspetti sportivi e non sono affatto un giudizio sulla persona.
CDA
Rizzetta 6: Il Presidente ce l’ha messa tutta per disputare un campionato di buon livello da neopromossa. Prima la scelta di Braglia, poi il notevole sforzo economico nel mese di gennaio per rinforzare la squadra. In mezzo tante volte avanti e indietro dall’America per far sentire la propria presenza. Purtroppo, come lui stesso ha ammesso, sono stati fatti degli errori. In assoluta buona fede tuttavia. Errori dei quali sicuramente Rizzetta ha già fatto tesoro e che siamo sicuri non verranno ripetuti l’anno prossimo.
Cirrincione 6: Con il suo carattere appassionato siamo sicuri sia stato male vedendo alcune prestazioni sconcertanti della squadra. Vale il discorso fatto per Rizzetta con l’aggiunta di qualche uscita forse un tantino sopra le righe in alcune occasioni sempre però per amore della città.
Colalillo 7: Non può fare tutto dicono in molti. Eppure lo fa. E pure bene. Mario Colalillo non è solo il punto di congiunzione tra la proprietà e la dirigenza ma una risorsa preziosa che questa Società ha e che deve essere sempre riconosciuta pur a volte disperdendosi in tanti ruoli diversi.
AREA TECNICA
Filipponi 5: Francamente non si comprende quanto abbia davvero inciso nella costruzione della squadra in estate visto che, anche a detta dello stesso Presidente Rizzetta, molto era stato lasciato nelle mani di Braglia. In ogni caso essendo il DS lo valutiamo per quello che si è visto e la squadra costruita in estate ha dimostrato col tempo di non essere pronta soprattutto a livello qualitativo dal momento che si è dovuti intervenire pesantemente sul mercato di riparazione.
Mignemi 5,5: Come Filipponi non si capisce fino a che punto ci sia la sua mano nella campagna acquisiti invernale. Arriva per lavorare in coppia con Braglia e dopo pochi giorni il tecnico toscano viene esonerato. Resta a lungo in disparte e si fa notare per una iniziale e lunga squalifica. Valutando i nuovi acquisti, sicuramente buoni innesti che hanno rinforzato la squadra. Resta l’equivoco Falco. Non è dato sapersi se voluto da lui o dalla proprietà.
Braglia 5: Doveva essere il colpo da novanta del Campobasso. Ed in effetti lo è stato. Tecnico dalla carriera strepitosa che con la sua esperienza avrebbe dovuto trascinare società, squadra e ambiente. Dopo la famosa striscia di risultati positivi però si avviluppa in una crisi infinta che porta al suo esonero. Alla fine resta l’amaro perché ci si è resi conto che, lasciandogli praticamente carta bianca, non era riuscito a costruire la squadra da playoff che si credeva e neanche a trascinare i suoi giocatori e l’ambiente. Il pressoché totale smantellamento della squadra che vinse il campionato di serie D viene imputato principalmente a lui.
Prosperi 6: La sufficienza è doverosa perché prende la squadra in un momento terribile e comunque riesce a portarla alla salvezza diretta con alcune vittorie di prestigio. La missione è dunque compiuta. Restano perplessità su tante, troppe, prestazioni abuliche o sconcertanti contro formazioni effettivamente inferiori. Il tecnico pescarese non è riuscito a nostro parere ad accendere il fuoco né alla squadra né all’ambiente. La sensazione è che non ci sia riuscito neanche con la proprietà.
AREA MEDICA 8: Un solo infortunio grave, Bosisio, di carattere traumatico, poi tutti gli altri infortuni, sia muscolari che traumatici, gestiti sempre in maniera eccellente con ottimi tempi di recupero. Bravi il dottor Salemme e tutto il suo staff.
AREA ATLETICA 5: Qui facciamo una sintesi visto che si sono “mescolati” staff diversi. Il comune denominatore è una condizione atletica che troppe volte è parsa “blanda” rispetto ad avversari che ne avevano di più.
AREA MARKETING E COMUNICAZIONE 8: Solita grande preparazione dei vari “ragazzi”, capeggiati da una professionale Addetta Stampa come Cristina Niro. Sui social il Campobasso è una delle società più attive e innovative. Un piccolo consiglio è migliorare alcune interazioni su X, che portano immediatamente visibilità, come “insegna” il famoso “dissing” scherzoso con il Pescara Calcio.
ROSA
Filippo Neri 6: Arriva nel famoso mercato di gennaio. All’inizio sembra un oggetto sconosciuto. Poi finalmente viene schierato titolare e impressiona positivamente. Nelle ultime settimane perde sicurezza ed anche il posto da titolare.
Francesco Forte 6: Doveva essere il portiere chioccia che aiuta con la sua esperienza il giovane Guadagno. Finisce ben presto per sostituirlo anche se non riesce ad entusiasmare e così perde a sua volta il posto a favore di Neri. Alla fine, però, viene richiamato in porta da Prosperi.
Guadagno 5: Si valuta il periodo campobassano, non certo quello successivo a Sestri. Parte titolare e fa subito abbastanza male. Non trasmette sicurezza e dopo un po’ Braglia lo fa sedere in panchina fino alla sua partenza in inverno.
Mondonico 5: La sua esperienza a Campobasso ci è parsa sotto la sufficienza. Arrivato con ottime credenziali non è riuscito praticamente mai ad imporsi come titolare affidabile soffrendo spesso la concorrenza di Benassai.
Pierno 6: Prima parte di stagione molto positiva per lo stantuffo prelevato a titolo definitivo dal Pescara. Perde smalto con il passare dei mesi, risucchiato anche lui nell’involuzione fisica, caratteriale e tecnica della squadra.
Morelli 5,5: Ha segnato l’ultimo gol stagionale del Campobasso e così ha messo il timbro su un girone di ritorno assolutamente anonimo dopo un discreto girone di andata.
Benassai 5,5: Arriva a stagione in corso e sembra subito l’uomo giusto al posto giusto con la sua eleganza nel portamento ed il piede educato. Ben presto però arrivano espulsioni e“dimenticanze” degli avversari in area. Per un difensore dettagli non da poco.
Remy 5,5: Uno dei nuovi acquisti del mercato di riparazione. Probabilmente il meno performante. In generale non fa malissimo ma alcuni suoi svarioni sono eclatanti e valgono sconfitte cocenti.
Barbato sv: Un giovane di belle speranze voluto in prima squadra da Braglia e portato in panchina fino all’ultima giornata ma mai utilizzato. Un po’ di spazio almeno a Pescara lo avrebbe ripagato di tanta pazienza e serietà dimostrata.
Calabrese 6: Del pacchetto arretrato è forse il migliore. Difensore arcigno e attento come da manuale. Da migliorare la fase di appoggio in costruzione.
Celesia 5: Una stagione mediocre e spesso ai margini. Un po’ braccetto di sinistra, un po’ terzino, Celesia non riesce ad impressionare né i suoi allenatori né il pubblico.
Martina 7: Il miglior acquisto in assoluto in questa stagione. Giocatore con corsa, grinta, tecnica, visione di gioco e voglia di sacrificarsi. Se fosse giunto in Molise in estate e fatto una preparazione atletica completa sarebbe stato un vero e proprio crack.
Bosisio s.v.: S’infortuna in maniera seria troppo presto. Peccato perché aveva cominciato bene e sicuramente sarebbe servito alla causa. Di categoria.
Mancini 5,5: Spesso schierato da Braglia ad inizio campionato non sfigura anche se ci si ricorda di alcune sfuriate del tecnico toscano contro di lui e di alcune sostituzioni lampo. E’ il primo ad essere acquistato con un contratto fino al 2027. Arriva Prosperi e scompare letteralmente.
Haveri 5: Giocatore con grande potenziale e scarso rendimento. Saluta a gennaio senza troppi rimpianti.
Serra 6,5: Uno dei pochi confermati della scorsa stagione. Parte molto indietro nelle gerarchie di Braglia (che non aveva molta fiducia nella squadra vittoriosa in serie D) ma piano piano riesce a ritagliarsi sempre più spazio fino a diventare un titolare pressoché fisso nell’ultima parte.
Baldassin 5,5: Acquisto importante di fine estate che però non riesce mai ad ingranare facendo la spola tra campo e panchina. Alla gennaio ceduto all’Ascoli.
Prezioso 4,5: Spiace perché elemento di categoria e di esperienza ma l’avventura di questo giocatore a Campobasso è da dimenticare. Troppo poco in campo e quel troppo poco purtroppo anche piuttosto male.
Maldonado s.v.: primo grande equivoco della stagione. Confermato a furor di popolo dopo lo straordinario campionato vittorioso in serie D finisce immediatamente fuori squadra con Braglia senza un motivo chiaro. La querelle Maldonado va avanti per un paio di mesi fino a quando tutti si rassegnano alla sua assenza. Alla fine risolverà il contratto per scendere di categoria con la Pistoiese.
Pellitteri 6,5: Una delle piccole note positive di questa stagione. Il ragazzo si dimostra capace e caparbio diventando addirittura il perno del centrocampo di Braglia. Forse un po’ troppo per un buon mediano giovane e dalla carriera tutta da formare. Finisce la stagione con un po’ di serbatoio vuoto dopo aver corso anche per tanti compagni.
D’Angelo 5: Professionista esemplare in campo e fuori ma qui si valutano le prestazioni sportive ed è inutile girarci attorno: è il grande flop della stagione per le aspettative che si avevano su di lui e per il suo investimento economico. Purtroppo in campo, nonostante l’impegno sempre evidente (mezzo voto in più) il giocatore ha deluso profondamente disputando una stagione abulica senza lasciare un ricordo positivo.
Chiarello 6,5: La sensazione è che si sia trovato un giocatore che nel prossimo futuro sappia trasmettere ai compagni cosa significhi giocare per il Campobasso. Chiarello, pur giocando poco a causa del suo arrivo tardivo e di un brutto infortunio alla spalla, ha dimostrato di aver capito perfettamente in che ambiente si trovi. Le sue qualità tecniche, poi, sono sotto gli occhi di tutti.
Cerretelli 5,5: Un regista è mancato da sempre a questa squadra, dal momento in cui si è deciso (e qui entra in scena ancora Braglia) di non affidarsi a Maldonado. Arrivato soltanto a fine mercato invernale, non è riuscito a prendere le redini del centrocampo rossoblù finendo nelle ultime giornate malinconicamente in panchina.
Scorza 5: Difficile valutare la stagione di questo calciatore che è stato come una meteora che ogni tanto appariva per poi sparire definitivamente. Di lui con Prosperi si sono perse completamente le tracce.
Lombari 6: Spesso invocato nei momenti di sconforto in quanto “molisano” ha in realtà fallito diverse opportunità di diventare pedina importante con Braglia. Dopo un lungo periodo ai margini è ricomparso di tanto in tanto sotto la guida Prosperi prendendosi anche la soddisfazione di una bella marcatura.
Di Stefano 5: Nonostante numeri discreti alla voce gol e assist in stagione Di Stefano rappresenta un’altra delusione per capacità tecniche e investimento economico. Arrivato con l’aura di predestinato (esordio e gol lampo) l’attaccante dalle grandi potenzialità ha spesso steccato e indispettito il pubblico campobassano per certi suoi eccessi di egoismo e giocate fini a se stesse. Poteva e doveva fare di più visto il grande sforzo compiuto dalla Società per portarlo alle pendici del Castello Monforte.
R. Forte 5: Altra delusione della stagione. Ci si aspettava una seconda punta tecnica e con l’istinto del gol e ci si è ritrovati una mezza punta o esterno che quasi mai ha fatto la differenza.
Bigonzoni s.v.: Altro giovane di belle speranze, quasi più espulsioni e infortuni che presenze.
Falco sv: Altro grande equivoco della stagione. Giocatore il cui curriculum parla da solo che non può essere giudicato per quanto poco è stato in campo. Eppure era stato il fiore all’occhiello della campagna invernale con tanto di numero 10 sulle spalle. Con Prosperi però ha giocato scampoli di partita o addirittura non è mai entrato finendo la stagione con l’intera gara da titolare solo contro il Pescara (?). A questo punto ci si chiede chi abbia voluto il suo acquisto, se il Ds Mignemi oppure la proprietà in prima persona. Di certo non Prosperi, come pure si era detto all’inizio al suo arrivo.
Bifulco 6,5: Alti e bassi come in tutta la sua carriera ma alla fine si è dimostrato un acquisto importante. Sicuramente meglio da seconda punta che da esterno.
Di Nardo 6: Causa di discussioni infinite all’interno della tifoseria rossoblù da ormai due anni. C’è chi lo odia (sportivamente parlando) e chi sostiene che in questa squadra non se ne possa fare a meno. La verità è che Di Nardo effettua un girone di andata ottimo con gol, assist, prestazioni da trascinatore e vero Capitano ed un girone di ritorno davvero brutto con sempre meno segnature, nessun assist e prestazioni opache fino alle ultime malinconiche panchine. Finisce capocannoniere della squadra con 11 gol in 37 apparizioni. Uno score personale che sicuramente gli permetterà di trovare un buon contratto per la stagione prossima. Probabilmente lontano da Campobasso.
Spalluto 4,5: Portato da Braglia come possibile alternativa a Di Nardo e forte di un contratto pluriennale è un po’ l’emblema degli errori commessi dalla Società in questa annata: investimento economico importante e resa nettamente al di sotto delle aspettative. Finisce la stagione retrocedendo in serie D con il Legnago.
gcm