Una Sanità di qualità per tutti, le proposte della Uil. Prognosi, diagnosi e cura per la sanità molisana. Più di tre ore circa non sono servite, probabilmente, a mettere tutti d’accordo sul tema scottante della riforma sanitaria regionale ieri mattina nell’aula della Costituzione della Provincia di Campobasso dove si sono ritrovati, su invito della Uil molisana, i massimi esponenti politici insieme a movimenti e semplici cittadini che di perdere la loro autonomia e sicurezza assistenziale proprio non ne vogliono sapere. Ad introdurre i lavori, alla presenza del Segretario Nazionale Uil Carmelo Barbagallo, la padrona di casa Tecla Boccardo che ha relazionato per circa mezz’ora sulle proposte che il sindacato intende mettere sul tavolo della discussione: “Il cittadino non solo si rivolge sempre più al privato perché non ha risposte dal pubblico ma, cosa ancor più grave, sempre più rinuncia a curarsi per problemi economici – afferma il segretario regionale Uil -. Vanno diminuiti gli sprechi e ridotta l’ingovernabilità del sistema sanità, cosa che la Uil, con forza, ha già denunciato un anno fa ma che, ad oggi, non ha sortito alcun effetto. Siamo convinti che il progetto dell’ospedale unico – continua – non sia la vera riforma. Per noi la vera riforma è quella di creare un sistema a rete integrato a regia regionale dove ci sia dentro il privato, il pubblico ma soprattutto il rilancio del territorio e l’integrazione socio-sanitaria attraverso investimenti ed innovazione per cercare di fare in modo che gli anziani restino più a lungo nelle loro case e vengano assistiti direttamente a casa, il tutto ad invarianza di spesa. La spesa sanitaria – conclude – è legata soprattutto agli sprechi e questa è l’indicazione che daremo con la costituzione di un dipartimento interistituzionale che possa governare questo sistema”. Tanti gli interventi susseguitisi nel corso del dibattito. Significativo quello del senatore Roberto Ruta che insieme all’onorevole Danilo Leva ha portato all’attenzione del Governatore già da qualche tempo una valida alternativa alla legge così come disegnata. “Io ho un sogno: una sanità pubblica di alta qualità integrata al privato. Se il servizio pubblico funziona, io non sono costretto ad andare dal privato. Ma non è che il pubblico non funziona perché bisogna necessariamente rivolgersi al privato? Il dubbio credo sia legittimo”.
“Dopo quindici anni di governo credo di avere qualcosa da dire – ha affermato l’ex Governatore Michele Iorio -. Sfatiamo i luoghi comuni che vogliono la sanità molisana più costosa di quella di un quartiere di Roma. Noi abbiamo la necessità di chiarire ogni volta che le statistiche nazionali non corrispondono alla nostra realtà: in Lombardia vi sono circa 17 miliardi di euro di spesa privata che nella nostra regione non troviamo. In Molise non c’è una distribuzione adeguata del fondo sanitario ed il debito aumenta a causa dell’insufficienza di trasferimenti dello Stato”. Il Presidente della Regione Paolo di Laura Frattura, dal canto suo, nei 40 minuti spesi a difesa del suo operato ha ribadito l’esistenza di diversi punti di contatto con quanto affermato in apertura dalla Boccardo: “Il primo aspetto che nulla ha a che vedere con l’assistenza sanitaria è il debito che la sanità in questa regione ha generato – ha esordito Frattura -. Il primo obiettivo è pagare i debiti ma per pagarli bisogna che qualcuno ce li finanzi e ci dia la possibilità di spalmarli in 30 anni. Quando si ricorda che il primo spreco si taglia deospedalizzando il paziente, intervenendo sul territorio, sono pronto a dimostrare con i numeri che cosa il piano sanitario straordinario 2015/2018 prevede. Un capitolo a parte merita il Pronto soccorso: a Campobasso il totale degli accessi nel 2015 è stato di 31.858 di cui 21.458 rimandati a casa. Vuol dire che vi sono stati 21mila pazienti che impropriamente sono stati inviati al P.S. determinando saturazione del servizio che già di per sé scontava carenza di personale e una serie di diseconomie che hanno determinato il disservizio”. Infine una buona notizia: “Entro la fine del 2016, dopo circa 9 anni, verranno assunti circa 500 operatori della sanità di cui metà verranno tra i precari e l’altra metà verrà messa a concorso”.
A concludere i lavori il Segretario Nazionale Carmelo Barbagallo il quale ha allargato l’orizzonte sanitario regionale a quello nazionale. “I tagli della spending review in questo Paese hanno soltanto avuto l’effetto di diminuire i servizi ai malati, agli anziani, alle fasce deboli. Siamo in un Paese che rischia l’estinzione: i giovani non fanno più figli. Oggi ci sono meno immigrati di quando è iniziata l’ondata di ingressi perché se ne sono andati a centinaia in quanto hanno capito che questo è un paese che si sta indebolendo e vanno a cercare la Merkel. Quando Renzi dice che guarda ad Obama (che investe mille miliardi di dollari l’anno) io rispondo che qui non stiamo investendo niente. Noi siamo contro la politica dell’austerità che sta affossando il Paese. Il sindacato europeo, a guida italiana, è pronto a dare una mano contro l’austerità. Se anche nelle regioni la spending review, che dovrebbe essere efficienza, trasparenza, meno sprechi, si traduce in meno servizi è un danno per la collettività e per la parte più debole. Noi siamo perché assieme a tutti i soggetti interessati si riesca a fare economia non diminuendo i servizi ma riqualificandoli facendo in modo che la parte più debole del Paese trovi rispondenza nella sanità pubblica e non in quella privata”.
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