I Lupi nella tana della capolista

Alessandro, tra i pochi superstiti dell'andata
Alessandro, tra i pochi superstiti dell’andata

La sfida è innegabilmente fascinosa, come un famoso confetto di una volta, basta la parola. Samb-Campobasso, il “lupo” sul campo della capolista, domani alle 14.30. L’obiettivo è giocarsela senza pensieri e vedere l’effetto che fa. Toccare con mano la differenza attuale con la Sambenedettese, dominatrice del campionato, per Favo e i suoi ragazzi, è già di per sé stimolante, alla luce degli ultimi risultati.

A San Benedetto temono molto il Campobasso, non è solo un fatto di nomi e di blasone.  Il tecnico Palladini ha elogiato il collega: “La formazione molisana viene da 4 vittorie di fila – commenta Palladini, che “dimentica” il pari di Isernia (n.d.r) – ha un allenatore preparatissimo ed esperto che fa giocare molto bene le sue squadre e che ha apportato delle modifiche, soprattutto a centrocampo ed in attacco. E’ una squadra più giovane rispetto a quella che incontrata dalla Samb nel girone di andata, perchè gioca con Bontà e Rinaldi che sono ’93, Gabrielloni ’94, Di Pasquale e Lucchese ’96. Una squadra rinnovata che si è rilanciata per la zona play off in maniera preponderante, raggiungendo il quarto posto in classifica a quota 29 punti”.

cb-samb23Duecentocinquanta tifosi saranno al “Riviera delle Palme” per quella che sembra diventata la gara più sentita dai tifosi del “lupo”, anche quelli che da un po’ di tempo hanno smesso di frequentare gli spalti del “Romagnoli”.  Forse però non è solo merito dell’innegabile fascino che emana questa partita. C’entra, probabilmente, anche il buon momento della compagine di Favo, che, nel giro di poco più di un mese, ha scalato diverse posizioni, fino ad arrivare al quarto posto. Lontanissimo, è vero, dalla stessa Samb, capolista e dominatrice del torneo, e pure piuttosto staccato dalle altre due protagoniste dell’alta classifica, il Matelica e il Fano. Ma non è la prospettiva giusta dell’analisi in chiave rossoblù, che invece deve tener conto dove fosse il Campobasso la sera del 29 novembre, quando a Selvapiana passò il Matelica dell’ex Esposito. Ovvero a stretto contatto con la zona rischio, in piena bagarre e senza certezze, con i giocatori con la testa altrove (e poi qualcuno “altrove” c’è andato davvero). Da allora è girato il vento. Niente più gol annullati (come a Fano), niente rimonte subìte ma, al contrario grande capacità di reazione alle avversità, un rispetto delle distanze in campo e un maggiore equilibrio. A Favo si chiedeva proprio questo. Non voli pindarici, niente proclami, ma concretezza e coesione.

Cinque gare e tredici punti dopo, il Campobasso gioca sul campo della capolista quasi a cuor leggero, senza pressioni esagerate, ma pur sempre con l’obiettivo di vedere quanta distanza ci sia tra sé e la Samb. Scorrendo i tabellini non può sfuggire che con Favo in panchina i dieci gol realizzati sono stati realizzati da nove giocatori diversi, con Todino nei panni del “bomber” con due gol. Un anno fa o poco più, a novembre del 2014, il Campobasso colse grazie ad un tocco sottomisura di capitan Minadeo un successo nel finale (2-3) che andò a colmare una lacuna storica ed esaltando i seicento tifosi al seguito.

Nella cittadina marchigiana i “lupi” non avevano mai vinto, raccogliendo solo un paio di 0-0 (uno in C1 e l’altro in B) e incassando brucianti sconfitte, una in particolare, quella dell’8 marzo 1987. Allora fu Selvaggi, cinque anni prima nella rosa di Bearzot campione del mondo in Spagna, a battere Bianchi ed a regalare alla Samb un 1-0 e due punti che saranno alla fine determinanti per la salvezza. Arbitrerà Matteo Perissinotto di San Donà di Piave, assistenti Micaroni di Pescara e Basile di Chieti. S.C.

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