La short/long list dalla quale attingere per le nomine, sempre la stessa: basta portare voti…

Voglio parlare di nomine negli Enti Pubblici.
Negli ultimi anni si è andata sviluppando una “short/long list” dalla quale si “approvvigionano” gli enti pubblici molisani per nomine da effettuare nei consigli di amministrazione, per consulenze… ecc. ecc.
Parlo di “list” in quanto i nomi sono (più o meno) sempre gli stessi negli ultimi anni, quindi sia con il centrodestra, che con il centrosinistra. È cosa risaputa che i partiti non hanno più peso, e sono gestiti a titolo personale, una specie di comodato che gli iscritti, quelli che una volta erano l’ossatura della politica, hanno concesso ai maggiorenti della politica, alle volte mi viene anche il dubbio sulle tessere, non la mia, l’ho pagata di tasca mia.
Quindi, dopo aver sapientemente svuotato i Partiti della loro funzione ci si rivolge ai portatori “sani” (?) di voti, quelli buoni per tutte le stagioni, quelli buoni per tutte le occasioni. Si rinuncia all’attività politica, ma con il mercinomio dei bovini ci si adatta a nominare gli appartenenti alla “short/long list” in auge nei palazzi (o Palazzi) che contano.
In pratica se ne fa un uso “comune” ci sono posti da assegnare ed ognuno che governa/amministra attinge dalla “list” in questione. “list” difficile da trovare, ma facile da consultare. Incongruente?
Non esiste un elenco su carta, ma un elenco su liste elettorali, ho visto logge massoniche meno riservate.
Tizio, dopo cerchiamo di scoprire se capisca o meno qualcosa di amministrazione, se è una persona capace, se è una persona onesta, dispone: di  135, o 137… voti, visto che si è candidato:

  • Alle elezioni regionali per tre volte, con quattro schieramenti diversi;
  • Alle elezioni comunali, dove ha presentato una sua lista raccogliendo voti per tutti e tre i sindaci candidati;
  • Alle elezioni del comitato di quartiere raccogliendo i voti di Nonna Abelarda e Rockerduck, ma non di Paperino e Pippo;
  • Predisposto tre tavoli per la raccolta delle firme: una volta per aprire il Corso di Campobasso (appoggiando i commercianti); altra per chiudere il Corso (appoggiando varie associazioni), sono i veri fautori/ispiratori della Par Condicio.

Una volta, quando la politica era politica, quando nei partiti si discuteva perché il confronto era visto come momento di crescita e non come rottura di zebedei da parte dei potenti, si facevano i nomi, nei tavoli di discussione dei partiti. Cappellate se ne facevano anche allora, ma almeno erano “cappellate democratiche” sbagli che uscivano fuori da discussioni, condivisioni a maggioranza. C’era democrazia… allora!
Quindi la vera “Summa Theologiae” (chiedendo scusa a San Tommaso) di questo modo di amministrare/governare, è la conoscenza diretta dei potenti e il “possesso” di voti utili da essere utilizzati dal solo elettorato passivo, quello attivo, GLI ELETTORI, contano poco, anzi si accontentano di una pizza, anche marinara, non necessariamente margherita. Buon 2016.

Franco di Biase

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