Una prenotazione di visita medico sportiva per la pratica agonistica effettuata circa un anno fa e, all’improvviso, scomparsa senza lasciare traccia alcuna. E’ capitato ad un lettore ma sicuramente ai tanti che hanno avuto la premura di fare le cose per bene per non rischiare di dover fermare bruscamente la pratica sportiva del proprio figliolo.
«L’ambulatorio medico-sportivo della Asrem in via Petrella a Campobasso non ha più il medico cardiologo per cui non è possibile effettuare visite specifiche. La cosa bella, però, è che nessuno si è preso la briga di avvertire i tanti utenti prenotati da un pezzo e, una volta sul posto, ci è stato risposto che saremmo dovuti andare presso l’ambulatorio dell’ospedale Cardarelli. Ma non finisce qui: una volta in ospedale siamo stati ‘gentilmente’ informati che le nostre prenotazioni ormai non avevano più valore e che le avremmo dovute effettuare di nuovo e, di conseguenza, aspettare le prime disponibilità di visita previste per dicembre o gennaio prossimo (sic!). Nel mio caso – ci segnala un genitore – mio figlio nel frattempo è diventato maggiorenne per cui non ha diritto neanche più all’esenzione e dovrò pagare il ticket».
Una questione di disorganizzazione interna? Dimenticanza? Pressapochismo? O scarsa considerazione dei malcapitati cittadini che, sempre più rari, fanno le cose in maniera corretta, anticipando i tempi biblici (purtroppo) che la burocrazia impone nel nostro Paese? Si fa presto a dire che lo sport fa bene, è salute, ci mantiene in forma. E intanto, con la timida e sempre più complicata ripresa di tutte le attività sportive, molti ragazzi sono fermi ai box in attesa della fatidica visita per ottenere il certificato di idoneità salvo rivolgersi a strutture private mettendo mano al portafoglio. (in home foto archivio generica)