Per i “millennials” è un accostamento calcisticamente ardito. Miracoli della serie D nuova di zecca. Tornano ad incontrarsi, dopo 32 campionati, Cesena e Campobasso, che, nel cuore degli anni 80, diedero vita a diversi incontri, tutti in serie B, dal 1983 al 1987. I bianconeri, portabandiera della Romagna, hanno sfidato i rossoblù per otto volte. Quattro nel vecchio catino de “la Fiorita”, che altro non è che l’attuale “Manuzzi” prima delle varie modifiche, due al vecchio Romagnoli, ed altrettante a Selvapiana.
La ministoria degli incroci fra i due club comicia nell’ottobre ’83, col Campobasso di Pasinato che si prende le prime pagine dei giornali nazionali, imponendosi 3-1, con gol di Scorrano, doppietta di Tacchi prima della rete ospite firmata da Garlini. Vista la sosta della serie A, la radio, con “Tutto il calcio minuto per minuto”, spedisce in Molise la prima voce, Enrico Ameri, che resta incantato, non solo dal frizzante e ficcante Campobasso, ma anche e soprattutto dalla “nostra” cucina. La voce del celebre radiocronista toscano fu resa immortale anche dal 33 giri in vinile che Ezio Luzzi, Mauro Carafa e la società stessa pubblicarono due mesi dopo (dicembre 1983). Al ritorno i rossoblù, pur in fase calante, strappano un pari a Cesena con Angelo Trevisan, ad un minuto dalla fine, dopo un rigore realizzato da Gabriele. Sempre nel 1984, in autunno, finisce 0-0 al “Romagnoli” senza grandi emozioni. Al ritorno il Cesena fa suo il match con una doppietta di Cozzella nella prima mezz’ora e un’autogol di Anzivino. Il Campobasso intanto cambia casa. All’andata, a Cesena è ancora un gol in extremis di un difensore (Parpiglia, nella fattispecie), a bloccare i bianconeri, in gol con il “condor” Agostini. Pari anche al ritorno, senza gol. Anche nell’ultima stagione presa in considerazione finisce con due pareggi. L’ex cesenate Russo illude i rossoblù agguantati da Aselli. Al ritorno parti rovesciate: botta e risposta Traini e Maestripieri. A fine stagione gli spareggi premieranno la squadra di Bolchi che torna in serie A e condannano il lupo ad un’amarissima retrocessione. Poi le strade si dividono per un trentennio abbondante e storie decisamente diverse. Fino ad una prossima, affascinante avventura che, almeno per due domeniche, illuderà tutti: no, non siamo in serie D.
Qualcuno ha già sentenziato: girone fatto su misura per il Cesena come una camicia sartoriale. Sarà il campo a dirlo. Certo è che i romagnoli, fino a pochi mesi fa in serie B e travolti dal “default” non hanno chiesto scorciatoie per ripartire. A Cesena si sono semplicemente appoggiati all’altra società cittadina presente nel panorama nazionale, il Romagna Centro, sviluppando attorno al club di Martorano (frazione di Cesena) il progetto di un pronto riscatto.
Stefano Castellitto