
La pittrice danese Rita Kernn-Larsen (Hillerød 1904 – Copenhagen 1998) ha iniziato la sua formazione artistica presso la Scuola Nazionale di Disegno di Oslo 1924-1925. Nel 1926 si iscrive alla Royal Danish Academy of Fine Arts di Copenhagen, ma interrompe gli studi e si trasferisce a Parigi nel 1929. Qui, lei è allieva di Fernand Léger nella sua Académie Moderne; nel 1933 torna in Danimarca, dove entra nel circolo surrealista che ruota intorno alla rivista “Linea”. Durante la guerra ha vissuto a Londra con il marito Isak Grünberg, con il quale dopo la guerra si stabilisce nel sud della Francia.

La pittrice ha lavorato come surrealista in circa dieci anni dal 1935 a circa 1945: “Il periodo surrealista – ha detto – fu straordinario, il periodo migliore della mia vita d’artista. Durante questo periodo, ha fatto parte del movimento internazionale e ha partecipato a diverse mostre a Parigi, Londra, New York e – in Danimarca – a Copenhagen e Halmstad. Il surrealismo di Rita Kernn-Larsen è caratterizzata da una “cifra” ludica e da una vena sottilmente ironica. In ciò ha molto in comune con surrealisti come Yves Tanguy e Joan Mirò. La Kernn-Larsen ha avuto la sua prima mostra nel 1934 a Chr. Di Larsen Art Shop a Copenaghen. Ha poi partecipato alla rinomata fiera internazionale “Cubismo -surrealismo” in Den Frie (1935). Negli anni 1970 e 1980, il suo periodo surrealista oggetto di un rinnovato interesse da parte degli studiosi a livello internazionale.
Alla grande artista danese la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia dedica, fino al 26 giugno, una importante mostra, che propone un inedito approfondimento dedicato alla suaarte surrealista; la mostra “Rita Kernn-Larsen. Dipinti surrealisti”, a cura di Gražina Subelytė, Curatorial Assistant della Collezione Guggenheim; si tratta di un’esposizione, intima e raccolta, che inaugura le due nuove sale espositive del museo, le “Project Rooms”: spazi destinati ad accogliere progetti espositivi raccolti e mirati, finalizzati ad approfondire il lavoro di un artista, o specifiche tematiche legate alla produzione artistica di un determinato interprete del XX secolo, legato alla collezione di Peggy.

Nel 1937 la Kernn-Larsen incontra a Parigi Peggy Guggenheim e l’anno seguente viene invitata dalla stessa collezionista americana a esporre presso la propria galleria londinese Guggenheim Jeune, in una personale che segna l’inizio della carriera “surrealista” di Peggy. Questa mostra alla Collezione Peggy Guggenheim riunisce una preziosa selezione di dipinti surrealisti di Rita Kernn-Larsen, pittrice tuttora poco nota al di fuori dell’ambiente danese. Si tratta della prima esposizione di rilievo dedicata alle opere del periodo surrealista della Kernn-Larsen mai organizzata dai tempi della mostra alla Guggenheim Jeune, oltre i confini scandinavi, e oltre metà delle opere esposte a Palazzo Venier dei Leoni sono apparse nella sua personale organizzata da Peggy nel 1938.

Scrive Niccolò Lucarelli su “Artribune”: “Alla luce della sua poetica artistica, volta all’affermazione di sé in quanto donna, Rita Kernn-Larsen è partecipe con Carol Rama, Louise Bourgeois e, più tardi, Niki de Saint-Phalle, di un informale movimento di affermazione della femminilità, che si inserisce nella politicamente difficile Europa di metà Novecento. Pur nei loro diversi stili, nonché tipologia di opere, queste artiste sono accomunate dalla dimensione del subconscio che caratterizza il loro lavoro e dalla determinazione con cui, attraverso di esso, hanno valorizzato il loro essere donne. Un aspetto ancora poco studiato, questo movimento informale femminile dell’arte novecentesca, ma che merita invece ulteriori indagini, per rendere giustizia alla portata del contributo delle donne all’arte contemporanea”.
Paolo Sasso