Stop alla violenza sulle donne, il “grido muto” degli studenti della Brigida. Educare i giovani all’eguaglianza significa sperare nel futuro

Era fuggita dalla guerra. Con le lacrime agli occhi di chi è costretto a scegliere, era giunta con la sua famiglia, il marito ed il figlioletto di 3 anni, in Italia per tornare a vivere e ricostruire dalle macerie di un conflitto che sta dilaniando il suo paese.

Anastasia, si chiamava così. A Fano lavorava come cameriera in un’osteria e nel tempo libero dava lezioni di piano. Era una musicista. Amava l’arte. Amava, Anastasia. Anche quel marito che l’ha strappata alla vita. Quello che credeva essere l’uomo della sua vita, l’ha uccisa.

E’ dal ricordo di Anastasia Alashri che le classi seconde della Secondaria di primo grado dell’Ic ‘Brigida’ si sono date appuntamento in piazza Duomo per onorare la memoria della giovane mamma, purtroppo solo una delle tante vittime di violenza. Il 25 novembre viene celebrata la “Giornata contro la violenza sulle donne” e la sensibilità deve nascere da cuori gentili, da animi che si stanno formando, da ragazzi che devono imparare ad amare. Anche questo si insegna e si impara a scuola: non è una disciplina, ma una lezione di vita. “Un’azione efficace per sradicare la violenza contro le donne deve basarsi sulla diffusione della prevenzione delle cause strutturali del fenomeno – le parole del Presidente Mattarella – e su una cultura del rispetto che investa sulle generazioni più giovani, attraverso l’educazione all’eguaglianza, al rispetto reciproco, al rifiuto di ogni forma di sopraffazione”.

Il dirigente Francesco Paolo Marra ha sposato a pieno l’iniziativa di docenti e alunni che questa mattina, venerdì 25 novembre, hanno sfilato in corteo lungo le strade centrali di Termoli. Un filo rosso per dire stop alla violenza contro le donne. In nome di Anastasia, Martina, Laura, Romina…

Ci hanno pensato gli studenti della Brigida che, insieme ai loro docenti, in questa settimana hanno preparato la manifestazione. Il clou in piazza Duomo, con la scalinata della cattedrale ‘percorsa’ da scarpe rosse e biglietti in memoria di chi ha avuto la colpa di amare la persona sbagliata.

Tutti hanno contribuito, mostrando la propria sensibilità nei confronti di una tematica plausibilmente lontana dalla quotidianità di un ragazzino di 12 anni, che comunque ha cercato di affrontarla con maturità. Una poesia ha aperto l’iniziativa #siamotutteanastasia. ‘Vorrei’ il titolo, versi frutto della penna dei ragazzi. E poi stralci di brani, testimonianze, riflessioni amare e ancora poesie. A moderare ci ha pensato la professoressa Del Vecchio, che insieme ai colleghi ha indirizzato gli alunni nello studio di una tematica così delicata. Non solo scuola, però: hanno risposto all’appello della Brigida, la prof Stumpo, ex docente di inglese e molto attiva nel sociale, Giulia De Felice, che ha recitato un monologo di Paola Cortellesi, Gianluca Venditti del centro culturale Afra di Larino, che ha portato in piazza due meravigliose poesie di Pablo Neruda. Hanno voluto essere presenti anche i rappresentati dell’associazione “Mai più sole, non una di meno” e Giovanni Paduano, che ha fornito la strumentazioni per far sì che l’evento potesse realizzarsi.

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