Stadio “A. Molinari”, Praitano: «Impensabile riaprire tutti i settori a spese del Comune. La Regione intervenga con i fondi del bando per l’impiantistica sportiva»

«Per portare la capienza dello stadio “A. Molinari” a 13.044 posti sono necessari 1 milione e 240mila euro. Per aprire anche il settore Distinti servono ulteriori due milioni di euro. Per cui per avere l’impianto completamente aperto occorrono circa 3,3 milioni euro». Questi, in sostanza, i numeri snocciolati dall’assessore comunale allo Sport Luca Praitano in conferenza stampa questa mattina a Palazzo San Giorgio sul tema, fermi restando i lavori in partenza a breve (e quelli già investiti per 350mila euro) riguardanti i servizi igienici della Curva nord ed altri interventi necessari per poter disputare la prossima stagione calcistica in Lega Pro con 7.500 posti disponibili.

Il tutto a patto che non subentrino imprevisti (sempre dietro l’angolo) e aumenti di costi. Se poi, si volesse provvedere a mettere a posto tutta l’area esterna dei parcheggi e le infrastrutture necessarie per una totale riapertura in linea con le vigenti norme di sicurezza occorrerebbero ulteriori 4 milioni che, sommati ai precedenti, porterebbero la spesa a circa 7 milioni totali. «Cifre del genere non sono assolutamente nella disponibilità del Comune di Campobasso, neanche per interventi a palazzo di città di cui pure ci sarebbe esigenza di un ammodernamento. – ha commentato Praitano – Dei fondi Pnrr tanto decantati sono rimasti rimasugli, con destinazioni d’uso particolari come asili e quant’altro, ma ci tengo a sottolineare che nessuno stadio d’Italia ha ricevuto fondi in tal senso. A questo punto – ha proseguito l’assessore – restano solo due ipotesi percorribili per poterlo riavere completamente fruibile, anche per altre manifestazioni quali concerti, ovvero: l’acquisto da parte della società Campobasso F.C. che si è mostrata comunque interessata attraverso il D.G. Colalillo a verificare se ci sono le condizioni; oppure che la Regione finanzi almeno il completamento dei lavori da 3 milioni e 300mila euro. La stessa Regione starebbe per bandire interventi per l’impiantistica sportiva, tuttavia per il Comune capoluogo sarebbe riservato circa un milione da spalmare, oltre che sullo stadio, anche sui palazzetti e il campo Acli.

A questo punto bisognerebbe propendere per assegnare allo stadio cittadino una valenza regionale mantenendo la convenzione con la società del presidente Rizzetta, già in essere. Voglio infine sottolineare che la stessa società già affronta un monte spese, ad esempio, per quel che concerne il terreno di gioco per 60mila euro annui e che tra le venti squadre che quest’anno hanno partecipato con noi alla serie C, in nessun caso le spese sono a carico del Comune. Solo a Carpi il Comune spende 90mila euro l’anno a fronte dei 250mila a carico della società».

Un capitolo a parte, tanto a cuore ai tifosi della Curva “Michele Scorrano”, sarebbe riservato alla rimozione delle antiestetiche grate che da anni limitano una buona fetta del settore: «Stiamo valutando soluzioni alternative per toglierle e rendere la curva fruibile in maniera più comoda ai tantissimi spettatori che occupano questo settore».