Spese telefoniche in Comune, Pilone e Cancellario: “Chiarezza sull’accaduto. Chi ha sbagliato paghi”

pilone cancellario (3)In merito alle dichiarazioni rese dai consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle sulle spese telefoniche sostenute da alcuni consiglieri comunali e pagate dal Comune di Campobasso, i consiglieri di Democrazia Popolare, Francesco Pilone e Marialaura Cancellario chiedono che venga fatta piena chiarezza sulla questione e chiedono ai grillini che hanno depositato un esposto in Procura in merito, che vengano fatti i nomi delle persone alle quali corrispondono le utenze telefoniche soggette alla denuncia.

“In un clima di antipolitica che ormai tutto il paese sta vivendo – dichiarano Pilone e Cancellario – è importante e fondamentale essere chiari e precisi su determinate denunce pubbliche perché non si può sparare nel mucchio rischiando di colpire anche persone che, come noi, estranee a quanto accaduto, credono fortemente nel loro ruolo istituzionale e nel mandato ricevuto dai cittadini. Per ciò che mi riguarda – precisa il consigliere Pilone – in dieci anni di attività amministrativa al Comune di Campobasso (dal 1999 al 2009) e in questi sei mesi di attuale ‘consiliatura’ non ho mai usufruito della SIM che il Comune dà in dotazione ai Consiglieri Comunali, né mai ho ritirato e quindi utilizzato il cellulare che l’Ente, nel rispetto della normativa vigente, prevede per gli amministratori. In relazione all’utilizzo del cellulare di servizio – continua il consigliere Cancellario – ogni singolo consigliere comunale ha la facoltà di prendere una scheda telefonica con una propria numerazione che è abilitata esclusivamente alla comunicazione interistituzionale. Le comunicazioni non istituzionali sono accessibili esclusivamente con un codice privato e le relative spese di traffico sono a carico esclusivo dei singoli consiglieri che ogni bimestre ricevono a casa la bolletta del gestore e provvedono al pagamento. Se, pertanto – concludono i due consiglieri DP – ci sono state delle anomalie di accesso non consentito o di abuso di utilizzo, è giustissimo che chi ha sbagliato paghi”.