Dalle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Ugl Aut, Faisa Cisal del Molise riceviamo e pubblichiamo una nota relativa al problema Seac.
Apprendiamo dalla stampa di una nota della Seac che stupisce principalmente per la serie di inesattezze che contiene. Crediamo possa solo configurarsi come uno sterile tentativo di dare lustro all’immagine aziendale, seriamente appannata negli ultimi mesi.
La lunga serie di scioperi attuata dal personale dipendente certifica la mancanza di tenere relazioni sindacali, volte anche a superare le oggettive criticità, conseguenti ai ritardi nei trasferimenti di risorse pubbliche. Troviamo francamente discutibili le argomentazioni fornite dalla Proprietà, che nel delirio di onnipotenza che negli ultimi mesi la attanaglia, finisce per fornire informazioni chiaramente fallaci e tendenti soprattutto, giova ribadire, a ridare smalto ad una appannata immagine aziendale.
Di contro, per meglio capire le cause dello sciopero e della insoddisfazione del personale, riteniamo di elencare con la dovuta obiettività i dati che sono stati causa e supporto delle rivendicazioni: l’aumento delle ore settimanali da 36 a 39 ore, seppur previste dal Contratto Nazionale, ha prodotto, per stessa ammissione dell’Azienda, automaticamente cinque esuberi. Dipendenti che, vogliamo ricordarlo, sono proprio coloro che hanno permesso all’Azienda i profitti sin qui conseguiti. Saremmo grati all’Azienda di fornirci intanto l’ammontare degli stessi, evitandoci di andare a richiedere i bilanci aziendali per verificarli. Lo farà la Seac? Li renderà noti alla cittadinanza di Campobasso e all’Ente Amministrativo Comunale?
Omette di riportare la Seac che la riduzione da 39 a 36 ore settimanali della prestazione lavorativa degli autisti non era stata concessa per potere divinatorio ma frutto di un accordo che prevedeva sì la riduzione delle ore ma con un meccanismo compensatorio in termini di riduzione di emolumenti ed indennità ed oneri a carico dell’Ente Comunale tutto racchiuso in accordo aziendale ancora valido ed esigibile da entrambe le parti.
Omette di ricordare la Seac che ha sottoscritto un impegno a inaugurare una trattativa avente come obiettivo un accordo in grado di gratificare, anche economicamente, l’aumento di produttività conseguente al maggior carico di lavoro; ad oggi nessuna convocazione è pervenuta alle scriventi.
Troviamo fortemente incoerente e possiamo certamente parlare di contraddizione de facto, dichiarare la volontà di non licenziare, impegno solennemente assunto dalla Seac, con la richiesta di Cassa Integrazione, nel maldestro tentativo di trasferire sulla contribuzione generale i costi della organizzazione aziendale. Credevamo che l’impegno della Azienda fosse quello di tenere costante il numero di attività lavorative rispetto alla maggiore quantità di ore lavorate. D’altra parte non poteva essere diversamente interpretato l’impegno della Azienda, pena il rifiuto dei rappresentanti sindacali aziendali di sottoscrivere un qualsivoglia accordo. In caso di mancato accordo sulla Cassa Integrazione, gli esuberi diverranno concreti ed i lavoratori interessati saranno licenziati. La Seac approderà anche a questa decisione?
Intanto vorremmo sommessamente ricordare, anche in periodi finanziariamente floridi, il totale disinteresse di questa Azienda ad investire nel Servizio e nella formazione del Personale; aspetto che seppur funzionale alla migliore efficienza organizzativa e alternativo all’aumento della maggiorazione delle ore lavorate, è stato ritenuto marginale rispetto a scelte aziendali più semplici e di mero e sterile profitto; flussi di denaro facilmente esigibili, anche in assenza di pratiche innovative tese alla maggiore efficienza a beneficio del personale e della utenza.
Omette la Seac di ricordare che rispetto ad una presunta indisponibilità dei Sindacati ad una trattativa, nessuna convocazione è mai arrivata su questi tavoli: evidente distrazione della Seac che ha mantenuto allo stato embrionale qualunque intenzione di risolvere, attraverso le normali relazioni con le OO.SS. le tante, colpevoli criticità emerse negli ultimi mesi.
Ribadiamo la volontà di addivenire ad un accordo che possa consentire la remunerazione delle maggiori prestazioni lavorative attraverso i maggiori ricavi aziendali registrabili da alcuni mesi e conseguenti alla superiore produttività degli autisti. Contestualmente invitiamo l’Azienda a convocarci, questa volta concretamente e non solo sulle pagine dei giornali, per trovare soluzione alla irregolarità dei turni di servizio, ostinatamente adottati, nonostante le perplessità dichiarate dalle OO.SS.