Il paventato trasferimento delle aule del Liceo Artistico “Manzù” di via Scardocchia a Campobasso presso la Casa della Scuola di via Roma, per far posto agli scolari della Scuola Primaria “Don Milani” che da poco più di un mese stanno effettuando i turni pomeridiani a causa delle condizioni di scarsa sicurezza del plesso di via Leopardi, ha probabilmente portato gli stessi alunni del Liceo ad esporre in bella vista sulla cancellata del loro istituto due eloquenti striscioni di protesta.
“La bellezza senza dubbio non fa la rivoluzione. Ma verrà il giorno in cui la rivoluzione avrà bisogno di essa” dello scrittore-attivista francese Albert Camus e “Dove tutto è calcolato ma non funziona niente” frase tratta dal testo di una celebre canzone di Giorgio Gaber: “Benvenuto il luogo dove”. Due aforismi di “classe” con i quali, probabilmente, i ragazzi del “Manzù” vogliono tenere alta l’attenzione nei confronti del loro istituto e, purtroppo, della società di oggi, incapace di trovare soluzioni al benché minimo problema.