Scuola Don Milani, sospeso il trasferimento in via Gorizia si studiano alternative valide

Qualcosa si muove sul fronte “scuole sicure” in città. Soprattutto per quel che concerne la Primaria “Don Milani”, che ormai da circa due mesi sta svolgendo attività didattica di pomeriggio, ospitata presso la struttura della sorella maggiore “I. Petrone” di via Alfieri.

Se n’è parlato nel consiglio comunale tenutosi ieri, soprattutto durante la pausa che ha consentito ai capigruppo di potersi confrontare per scongiurare la decisione già presa dal primo cittadino di trasferire tutti in via Gorizia presso l’edificio (da rendere sicuro) inutilizzato della “Francesco D’Ovidio”. E proprio dalla riunione dei capigruppo è emersa la volontà di percorrere nuove strade, come chiedono a gran voce i genitori, che scongiurino quel tipo di trasferimento intanto per non smembrare l’Istituto Comprensivo stesso ma anche per la non palese certezza di stabilità dell’edificio che durerebbe almeno fino a fine lavori, presumibilmente marzo 2017.

Esponenti della maggioranza stessa avrebbero avanzato una proposta percorribile per alcuni, un po’ meno per altri: ricavare presso lo stesso plesso di via Alfieri altre aule sacrificando la Bibliomediateca e le aule che al momento vengono utilizzate per l’educazione musicale. Queste ultime potrebbero essere recuperate attraverso l’installazione di prefabbricati nelle immediate adiacenze. Parallelamente sezionare ed isolare la parte fruibile della “Collodi” di via Alfieri dal resto della struttura abbandonata in modo tale da poterla di nuovo utilizzare per un ulteriore numero di aule a disposizione. Costo della spesa? 300mila euro circa, da dividere nei due interventi. Questi i punti ragionevolmente positivi per tutti, genitori compresi.

E i tempi di realizzazione? Qui inizierebbero le note dolenti. Intanto bisognerebbe trovare una sistemazione consona per la cooperativa che gestisce la Bibliomediateca di via Alfieri, da anni ormai radicata sul territorio. E poi tra bandi, appalti e lavori bisognerebbe calcolare almeno 3-4 mesi. Inoltre già dai primi di novembre la struttura che ospita la “Petrone” in via Alfieri risulterebbe appesantita dalla presenza di ulteriori 250 bambini circa al giorno che, risultati delle prove di evacuazione alla mano, in caso di emergenza avrebbero creato delle criticità non di poco conto sulle quali non poter sorvolare con leggerezza. In più non bisogna dimenticare l’incarico dato all’Università del Molise di verificare lo stato dell’arte di diversi edifici scolastici cittadini, tra i quali quello di via Leopardi che, in caso di vita residua molto ridotta renderebbe gettate al vento le risorse nel frattempo utilizzate per la sicurezza della “Collodi”. In ultimo, ma non certo in ordine di importanza: vi sono attualmente nelle casse comunali giacenze tali da poter intervenire nell’immediato e percorrere questa nuova strada? Viaggerebbe intanto per conto suo la ristrutturazione dell’edificio di via Gorizia che, stando alla cronica carenza di spazi non solo per attività didattiche, significherebbe tornare in possesso di una struttura pubblica da poter sfruttare all’occorrenza.