Sanstefar, nuovo contratto con l’Asrem: Cgil e Cisl riescono ad inserire una clausola di salvaguardia per i lavoratori

Si sono ritrovati davanti ai cancelli della Regione Molise, in via Genova, una cinquantina di dipendenti del centro di riabilitazione Eahs Sanstefar di Campobasso. L’avevano anticipato e, questa mattina, dalle 10 alle 13 hanno scioperato per l’ormai arcinoto problema delle spettanze ricevute a singhiozzo dalla proprietà, nonostante l’Asrem eroghi puntualmente quanto stabilito dalla convenzione.

Non potendo essere ricevuti dal commissario alla Sanità Giustini, il quale ha riferito di persona di avere impegni improrogabili, intorno alle 12.45, il Direttore generale per la Salute, Lolita Gallo (impegnata altrove fino a quel momento) ha ricevuto i rappresentanti sindacali Cgil-Cisl e Uil con quelli dei dipendenti chiarendo subito un aspetto che apre, per la prima volta dal 2013, uno spiraglio verso la soluzione definitiva del problema.

Sarebbe stato firmato un nuovo contratto con l’azienda teramana per l’anno 2019 in cui, grazie alla mediazione di Anna Valvona (Cisl) e Susanna Pastorino (Cgil) è stata inserita una clausola di salvaguardia per i lavoratori, recepita dalla Regione che sostanzialmente obbligherebbe il datore di lavoro ad essere in regola con il Durc (quindi a livello contributivo, retributivo e finanziario) pena la sospensione dell’accreditamento. «Un grande successo – afferma Anna Valvona della Cisl – per quel che abbiamo fatto insieme ai colleghi della Cgil il 14 maggio scorso, quando ci siamo astenuti per un intero turno lavorativo dal lavoro convincendo la dirigente ad inserire almeno questa clausola prima della firma del nuovo contratto».

Un piccolo passo in avanti, dunque, che certamente non risolve ipso facto la vertenza ma che consentirà ai sindacati di “allertare” in tempo la Asrem, unico ente controllore, su ulteriori ed eventuali ritardi nell’erogazione degli stipendi. «In sostanza – chiosa la sindacalista Cisl – se l’erogazione delle spettanze non verrà effettuata nei tempi e nei modi stabiliti, è vero che i lavoratori non prenderanno lo stipendio ma anche la proprietà non vedrà il consueto accreditamento. Una ‘sofferenza’ che per la prima volta sarebbe patita da ambedue le parti».

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: