Sanità molisana, Susanna Pastorino (Fp Cgil): “Al ministro Lorenzin chiediamo più coraggio”

uil58Dal Segretario Generale FP Cgil Molise Susanna Pastorino riceviamo e pubblichiamo la seguente nota.

Dopo aver partecipato  a Roma alla grande iniziativa “La crescita delle competenze per la qualità del lavoro in sanità” promossa dalle OO.SS. nazionali delle FF.PP. di CGIL CISL e UIL e dalle rappresentanze del mondo delle professioni sanitarie, che ha visto la straordinaria partecipazione di oltre 500 rappresentanti dei professionisti della sanità, ho colto l’occasione di una interlocuzione diretta con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin per rappresentarle, seppur  brevemente, le problematiche che investono la riorganizzazione del nostro servizio sanitario regionale e il tipo di riforma che il governatore intende realizzare in Molise. Ovviamente il ministro mi ha riferito di essere al corrente della situazione ma anche di essere impegnata per la risoluzione delle criticità esistenti.

Ben quattordici le proposte presentate dalle OO.SS. e dal mondo delle professioni al Ministro e ai rappresentanti delle Regioni a partire dal modello organizzativo avente come baricentro il territorio fino all’integrazione ospedale-territorio sul modello della continuità assistenziale e sulla quantificazione dei fabbisogni del personale per tutte le professioni, con impegni dichiarati dal Ministro sul reperimento delle risorse mancanti per rinnovare i CCNL nel pubblico impiego e sugli investimenti da attuare per migliorare i percorsi di cura. Nelle sue conclusioni la Segr. Gen. della FP CGIL Nazionale ha affermato: “Su questi punti vogliamo un confronto di merito con Governo e Regioni. E al ministro Lorenzin chiediamo più coraggio. Se come ha detto oggi l’investimento nelle professionalità è priorità del governo, lo dimostri subito: porti a termine il percorso di implementazione delle competenze, già avviato per infermieri e tecnici-radiologi, e scommetta sull’innovazione. A partire dal rinnovo dei contratti di lavoro”.

Nel frattempo in Molise si continua a negare da un lato, il diritto costituzionale alla tutela della salute con alte percentuali di cittadini che si vedono costretti a dover rinunciare alle cure e all’assistenza di cui necessitano a causa degli alti costi di accesso alle prestazioni, alle lunghe liste di attesa, alla difficoltà a raggiungere le strutture sanitarie per l’impraticabilità della rete viaria esistente e dall’altro si continuano a negare diritti contrattuali dei dipendenti a causa della cronica carenza di personale sanitario, sempre più vessato e costretto ad operare in continuo stato di emergenza e di stress psicofisico con carichi di lavoro eccessivi che solo il loro alto senso di responsabilità e di abnegazione consente tutt’ora di dare risposte ai bisogni di salute dei cittadini. Tutto questo, come già denunciato più volte dalla FP CGIL Molise  in precedenti comunicati, è soprattutto dovuto ad una cattiva governance aziendale. A dimostrazione ulteriore la decisione intrapresa nelle ultime ore dalla direzione sanitaria di sospendere i ricoveri ordinari giustificando il tutto come se ciò rappresentasse l’unico modo per permettere al personale di usufruire di un legittimo periodo di ferie. Possibile che non c’erano altre soluzioni per continuare a garantire un servizio essenziale oltre quella troppo semplicisticamente attuata? La FP CGIL Molise è convinta che altre strade ben più efficaci erano e sono possibili per risolvere il problema nella sua drammaticità prevedendo assunzioni, anche a tempo determinato, rivedendo soprattutto quella che è l’attuale organizzazione del lavoro e il reale fabbisogno di personale atto a garantire una adeguata e giusta garanzia dell’esigibilità del diritto alle cure e all’assistenza sanitaria. Infine ci chiediamo cosa accadrà ai lavoratori alla fine della proroga dei contratti prevista per il mese di ottobre p.v. e come potranno essere ancora garantite le prestazioni dal primo di novembre fino allo sblocco del turn-over assicurato dal governatore a inizio 2017.

In ultimo questa Federazione sindacale intende anche ancora una volta sottolineare che la difesa della Sanità pubblica non deve e non può passare, come qualcuno vorrebbe lasciar intendere, per la svalutazione dei dipendenti del settore privato, in primis della Fondazione Giovanni Paolo II. Non è accettabile il modus operandi della Regione Molise che continua a parlare di integrazione senza mai fornire elementi utili a comprendere come ciò sarà possibile. Il deficit di informazioni sta solo creando un’inaccettabile conflitto tra i più deboli che restano i lavoratori, quando è ormai chiaro a tutti che l’integrazione pubblico/privato, se attuata correttamente, garantirebbe a questa Regione la sola possibilità di sopravvivenza.

 

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