San.Stef.A.R., l’azienda torna a farsi sentire: “Riunione serena e proficua”. La Cisl: “Falso, la realtà è ben diversa”

Più di ventiquattr’ore dopo l’incontro tenutosi presso gli ambulatori di via Campania a Campobasso tra le rappresentanze sindacali e dei lavoratori con la proprietà, nella persona del responsabile del personale Stefano Iseppi, la EAHS San. Stef. A.R. torna a farsi sentire con un comunicato stampa-resoconto su quanto discusso in sede di assemblea.

“A seguito del costruttivo incontro con le rappresentanze sindacali tenutosi a Campobasso il 20 giugno ultimo scorso, – si legge nella nota dell’addetto all’Ufficio relazioni esterne Roberto Falò – il responsabile del personale e delle relazioni sindacali, Dott. Stefano Iseppi, esprime estrema fiducia nella risoluzione dei temi affrontati, tra cui quello relativo al pagamento delle 3 intere mensilità arretrate.

L’Azienda ed i sindacati si sono confrontati con grande spirito costruttivo e collaborativo. In un clima disteso, le parti hanno concordemente già fissato per l’11 di luglio il prossimo tavolo sindacale. Si precisa inoltre che nella riunione l’Azienda ha espresso, attraverso il Dott. Stefano Iseppi, la massima disponibilità affinché si possa trovare una soluzione anche per quell’8% del personale che, a causa dei pignoramenti promossi non hanno potuto per legge vedersi ancora corrisposti gli stipendi di gennaio e febbraio e dovranno attendere il 2019 per le lungaggini del procedimento.

Il responsabile del personale e delle relazioni sindacali auspica che nel dialogo con i sindacati e con il tavolo di confronto con il nuovo Governo Regionale, in cui si possa presto giungere alla definizione di standard riabilitativi chiari ed una tariffa finalmente congrua, si definisca un percorso di crescita e serenità. Con l‘accordo dei sindacati e l’auspicato confronto con l’attuale Governo Regionale che si è dimostrato da subito attento e sensibile sui temi innanzi descritti, si riuscirà certamente ad offrire sempre migliori risposte alle esigenze dei nostri utenti e serenità al nostro personale dipendente”.

Immediata la replica delle parti chiamate in causa che ritengono non veritieri alcuni passaggi della nota in quanto si tornerebbe, ancora una volta, ad addossare a quella parte di lavoratori che hanno adito le vie legali per vedersi riconosciuto lo stipendio, il ritardo nella corresponsione dello stesso. “La realtà – ribadisce la rappresentante Cisl Anna Valvona – è che l’8 maggio scorso l’azienda ha deliberatamente deciso di pagare un paio di mensilità arretrate solo e soltanto ad una parte di lavoratori generando, di fatto, una disparità di trattamento vergognosa e discriminatoria nei confronti dei lavoratori. Il perché è ancora ignoto. Di lì la decisione di far ricorso alla giustizia per avere riconosciuti i propri diritti”.