Gentile dottor Placido, apprezzando la “visibilità” fornita alla questione ambientale che interessa l’agro di Cercemaggiore (in provincia di Campobasso) fin dagli anni Ottanta attraverso il servizio, a sua firma, andato in onda ieri sera nel corso del telegiornale delle ore 20.30, mi spiace purtroppo rilevare alcune inesattezze che paiono frutto di una serie di informazioni errate non adeguatamente verificate. Il sito di contrada Capoiaccio, in agro di Cercemaggiore, lì dove insistevano i pozzi petroliferi della “Montedison” prima e della “Selm spa” successivamente, è attenzionato dalla Terza Commissione consiliare permanente della Regione Molise fin dal novembre 2013. La prima convocazione risale al 14 novembre 2013, giorno in cui – contrariamente a quanto affermato dall’ex primo cittadino di Cercemaggiore ai suoi microfoni – la nuova maggioranza di Governo regionale ha cominciato ad affrontare – in sede istituzionale – la questione dell’emergenza ambientale. Successivamente l’ex sindaco è stato convocato in audizione assieme ai dirigenti dell’Assessorato regionale all’Ambiente e al direttore generale dell’Arpa (l’Agenzia di Protezione Ambientale della Regione Molise).
Il 13 dicembre 2013, dopo una richiesta ufficiale avanzata sempre dal sottoscritto, in qualità di presidente della Terza Commissione consiliare sono stato ricevuto dal capo segreteria tecnica dell’allora Ministro all’Ambiente, dottor Andrea Orlando, e si è avviato il percorso di ricognizione che ha poi evidenziato i dati che Lei stesso ha correttamente riportato nel servizio di cui all’oggetto. Una volta verificata – con la tempistica dovuta alla mole di analisi che si sono effettuate sui terreni e sull’area adiacente al fosso vernile – la presenza di livelli di radioattività abnorme, ho provveduto a rendere edotto il nuovo ministro all’Ambiente e, di conseguenza, l’Ispra. Dopo aver sollecitato gli organi competenti, in sinergia con la Prefettura di Campobasso, è stato attivato un tavolo tecnico al quale partecipano la Regione Molise, l’Arpa, l’Ispra e il Ministero della Salute. Parimenti, i quattro Comuni maggiori che ricadono nell’area in questione hanno dato vita – nei mesi scorsi – ad una class action, con l’ausilio del professore Domenico Monci, docente in Diritto dell’Ambiente e Sicurezza dell’Università del Molise, al fine di chiarire anche le responsabilità di un eventuale disastro ambientale. Qualche settimana fa – a seguito di una mia nuova richiesta scritta di informazioni circa gli esiti dei controlli che si stanno effettuando nell’area in questione – l’Ispra, nella persona del direttore generale dottore Stefano Laporta, mi ha comunicato (con nota protocollo n. 13255 del 27 aprile 2015), che a seguito delle risultanze delle misure effettuate e della riunione della Commissione Tecnica Prefettizia, “si è ritenuto opportuno effettuare delle analisi radiometriche sui sedimenti e sulle acque del canale vernile nonché sulle acque che vengono eventualmente emunte nelle zone limitrofe al fine di confermare l’assenza di contribuiti significativi all’esposizione agli individui della popolazione derivanti dall’eventuale impiego delle acque di falda e a ulteriore conforto delle risultanze delle analisi pregresse. Ciò premesso, si fa presente che si prevede di acquisire i campioni ambientali suddetti nel corso di un sopralluogo che dovrebbe tenersi entro la metà del mese di maggio p. v.: le risultanze delle misure condotte sui campioni – che saranno effettuate presso questo Istituto – saranno oggetto di una specifica nota che questo Istituto trasmetterà alla Prefettura ed alle altre amministrazioni rappresentate nella Commissione”.
In merito al servizio andato in onda ieri, oggetto purtroppo di informazioni non del tutto veritiere e non del tutto complete, mi preme quindi ribadire che la Regione Molise, attraverso l’organo competente e cioè la Terza Commissione consiliare, si è – fin dal suo insediamento – occupata in maniera concreta e fattiva della questione ambientale di Capoiaccio come Lei stesso potrà verificare, ove mai fosse interessato a rendere completa l’informazione resa in televisione. Sarò ben lieto di fornirLe tutta la documentazione in mio possesso, comprensiva – oltre che delle relazioni tecniche elaborate in questi ultimi due anni – anche degli atti relativi al caso di specie e risalenti agli anni Ottanta, periodo in cui – rivestendo il ruolo di consigliere comunale a Riccia – posi la questione con la identica volontà di chiarire definitivamente la vicenda. Allo stesso tempo potrò fornirLe – ove mai Lei lo ritenga necessario – copia dei verbali delle sedute della Terza Commissione consiliare dedicate all’argomento e delle sedute in audizione dei soggetti istituzionalmente coinvolti nella vicenda.
La pregherei, quindi, di procedere ad un necessario chiarimento in ordine alle notizie rese, per una informazione migliore e più rispondente ai fatti. RingraziandoLa per l’attenzione, saluto cordialmente.
Salvatore Ciocca – Presidente Terza Commissione consiliare