“Pronti per il salto di categoria, anche se non si arriva primi”. Il Campobasso volta pagina, presentato il nuovo mister

Non c’era molto da dire dopo la conferenza stampa di lunedì tenuta dal co-presidente Danilo Leone in cui lo stesso aveva già anticipato tutte le novità post-rivoluzione. Ma questa sera, davanti a circa cento tifosi e l’organico al completo, la proprietà della S.S.D. Città di Campobasso ha presentato il nuovo organigramma dopo lo tsunami abbattutosi nei giorni scorsi con le dimissioni di Alberico Turi e Luigi Pavarese e il conseguente esonero del mister Antonio Foglia Manzillo. “Il morto si piange 48 ore, poi si volta pagina” ha esordito Leone.

Nulla cambia, almeno per quel che concerne gli intenti di vittoria del campionato anche se, ha successivamente affermato Marco De Lucia, “la società è pronta ad entrare nei professionisti già da oggi, così com’è. Anche se non sarà vittoria del campionato, abbiamo tutte le carte in regola per accedere alla Lega Pro senza alcun problema”. Rinnovato, se ve ne fosse ancora bisogno, l’attaccamento alla città, ai suoi colori calcistici e ai suoi tifosi da parte della famiglia campana, sancito dalla sponsorizzazione tanto agognata da parte del pastificio La Molisana della famiglia Ferro, fiore all’occhiello delle aziende cittadine a livello nazionale.

Dal punto di vista tecnico il nuovo trainer Giovanni Masecchia promette battaglia, adottando il modulo 4-3-3 “con gli uomini che ci sono al momento, tutti validissimi e seri professionisti. Nelle prossime quattro gare fino a dicembre – ha detto il Conte della serie D – valuteremo se ci sarà bisogno di rinforzi. Voglio vincere a Campobasso, soprattutto per la mia carriera. Venendo qui ho rinunciato ad alcune chiamate di livello, ma quando è arrivata la telefonata dal presidente non ci ho pensato un attimo”.

Giovanni Masecchia

Rinnovata la richiesta di attaccamento alla squadra e alla società, alla luce di alcune brutte frasi rivolte alla persona del Presidente dopo il pareggio infrasettimanale contro L’Aquila. “Dovete starci vicino, con rispetto. Senza la famiglia De Lucia a quest’ora in città non si farebbe calcio. – ha affermato il patron – . Per andare d’accordo vi sono dei punti fermi da rispettare: no violenza allo stadio; più partecipazione e attaccamento alla società e alla squadra; calciatori che devono dare l’anima in campo, fino all’ultima goccia di sudore. Abbiamo sanato una situazione debitoria di più di mezzo milione di euro venendo a Campobasso e, certamente, non per gioco. Vogliamo arrivare tra le prime quattro del campionato, poi si vedrà”. Simpatico l’aneddoto raccontato in cui, durante la sua militanza nella Puteolana contro il Campobasso chiese a Pietro lo Zar Maiellaro chi fosse e lui rispose: “Maiellaro, se vuoi ti assumo nella mia villa come giardiniere…”. Da segnalare anche il 5-0 patito a Selvapiana tra le fila del Ceccano.

Il nuovo Direttore Generale è Claudio Buono con esperienze passate in provincia di Caserta, all’Aversa Normanna. “Sono arrivato a Campobasso con un po’ di timore ma sono stato subito accolto da amici che mi hanno messo a mio agio, mi riferisco a Tonino Minadeo, Riccardo Cretella, Andrea Vertolo. Persone squisite. Il vento è cambiato, ci giochiamo la Lega Pro. Non è vero che il calcio è di chi lo gestisce, come detto da qualcuno: il calcio è vostro, dei tifosi di coloro che sottraggono tempo e risorse alla famiglia per seguire la squadra del cuore”.

Infine, parola e applausi alla bandiera rossoblu degli ultimi vent’anni, Antonio Minadeo: “La vera bandiera del Campobasso è e sarà sempre Michele Scorrano – ha esordito con umiltà il Capitano -. Torno a far parte della grande famiglia e ci tengo a ribadire un concetto: se si vincerà lo si farà tutti insieme ma a vincere sarà soprattutto il popolo dei tifosi e i calciatori”.

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