Il mondo del Tennis molisano è pronto a ripartire. E’ quanto auspicano i vertici regionali della Federazione Italiana Tennis, il delegato regionale Vincenzo D’Angelo e quello provinciale di Campobasso Stefano Fasciano, che attraverso una nota al Presidente della Regione Donato Toma chiedono a gran voce la riapertura anticipata delle attività dei tanti circoli, fermi ormai da troppo tempo, in attesa di quanto esporrà il Premier Conte in merito. Attività che è stata ripresa già da qualche giorno in altre regioni d’Italia (Abruzzo), specie per quel che concerne l’utilizzo del rettangolo di gioco da parte dei tantissimi associati. Un punto di partenza per il ritorno graduale, in sicurezza, al normale svolgimento della pratica sportiva. Lo stesso presidente dell’Associazione Tennis Campobasso, qualche tempo fa, si diceva fiducioso nella ripartenza nel pieno rispetto delle regole sanitarie anti contagio. Tanti i “suggerimenti” possibili per ricominciare, dagli spogliatoi rigorosamente chiusi all’ingresso a cadenza di 15 minuti sui vari campi, per arrivare alle palline personalizzate e all’assenza di pubblico. Il Molise della racchetta, dunque, lancia l’appello affinché si possa anticipatamente (lunedì 18?) riavviare il motore di un sistema che riguarda non solo i circoli ma tutto ciò che vi ruota intorno.
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«Egregio Sig. Governatore, sono di nuovo a sollecitare la riapertura del nostro sport il 18 Maggio, anche in maniera parziale, cioè solo i campi da tennis, per permettere a tutti gli addetti ai lavori di poter ricominciare non solo a fare attività fisica, ma anche e soprattutto tornare a lavorare. Come Lei ben saprà lo sport oltre che essere un mezzo di socializzazione, integrazione sociale e soprattutto educazione e rispetto delle regole, dà impiego a tanti addetti ai lavori, maestri, preparatori, addetti alla segreteria, manutentori campi ecc., e proprio a loro nome che Le chiedo di poter riaprire i campi da tennis.
Le ricordo, come già segnalato nella precedente mail, il parere del Professor Roberto Cauda (direttore del Dipartimento malattie infettive e coordinatore dell’Emergenza Covid-19 del Policlinico Agostino Gemelli di Roma) che riportiamo: “Il Tennis si gioca a più di 20 metri di distanza. Non c’è contatto, non c’è vicinanza. In singolare neanche a dirlo, ma anche in doppio è difficile che i due compagni arrivino a distanze inferiori al metro, basta evitare scambi di intesa come il “cinque” o gli abbracci. Il Coronavirus si trasmette prevalentemente per via aerea, quindi il rischio zero non esiste. Mai, in nessun contesto. Ma possiamo dichiarare con certezza che nel Tennis, il rischio è davvero ridotto al minimo”. E ad avvalorare il tutto ci ha pensato anche il Politecnico di Torino, in uno studio richiesto da Coni e Cip, individuandola come la più sicura in assoluto tra le discipline sportive. Spero, nel caso volesse, di poter avere un confronto per poter rispondere a tutti i suoi dubbi sulla ripartenza del nostro amato sport. Le allego il nuovo protocollo approvato dalla Federazione Italiana Tennis».
Vincenzo D’Angelo
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«C’è uno sport, fra tutti, che probabilmente prima degli altri potrebbe tentare una faticosa ma possibile ripartenza dopo i tremendi effetti del lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19: il Tennis.
Giocato da due persone a distanza di più di 20 metri l’una dall’altra, senza nessuna possibilità di contatto fisico e, molto spesso, senza nessuna persona che si fermi a guardare sulle tribune. Stiamo parlando, ovviamente, del tennis giocato nei tantissimi circoli italiani affiliati FIT, quelli dove i soci si esibiscono, in piena sicurezza e “coperti” proprio dal tesseramento federale, nell’ora con amici o maestri un paio di volte la settimana. Da lunedì 4 maggio, il Dpcm ha consentito in tutta Italia di svolgere “individualmente attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività”. E ha ridato accesso, in modo condizionato al rispetto del divieto di ogni forma di assembramento, ai parchi e ai giardini pubblici.
In Abruzzo, ad esempio, il Governatore Marsilio con propria ordinanza ha consentito “[…] allenamenti esercitati individualmente e con il rispetto dei dispositivi di protezione individuale e misure di distanziamento sociale […]”, ossigeno puro per tutte le società ed associazioni che vivono con gli introiti derivanti dal tesseramento dei soci e per i relativi maestri federali.
In provincia di Campobasso i circoli aspettano solo un cenno da parte del Governatore. Anche perché sui campi privati è assolutamente consentito praticare tennis. Siamo pronti a rispettare tutte le disposizioni dettate dal Governo, anzi: fermo restando la chiusura degli spogliatoi si potrebbero utilizzare palline da tennis personali, in modo da farle “toccare con mano” soltanto da un determinato atleta e cadenzare gli ingressi ogni 15 minuti. Questo ci consentirebbe di avviare la già difficilissima fase di ripartenza e rimettere in moto tutto il movimento, dando respiro anche ai gestori degli impianti. Ovviamente tralasciando l’attività agonistica o qualsiasi altra variante del tennis che possa comportare rischi maggiori. Facciamo una sorta di appello affinché si pensi al nostro settore che, in fin dei conti, se consentito in questi termini, difficilmente potrebbe creare problemi di nuovi contagi».
Stefano Fasciano


