Potenza-Campobasso, un tabù da sfatare

Capoluogo di regione, cinque anni di serie B, maglia rossoblù. Non sono poche le somiglianze tra Campobasso e Potenza, tralasciando quelle climatiche. Torna così “il derby del freddo”, naturalmente a dicembre, e il match si presenta piuttosto delicato per la classifica di entrambe. Il Campobasso non vince in campionato da quasi sessanta giorni (20 ottobre, 2-3 a Torre del Greco) ed a Potenza da più di sessant’anni. Scatta la legge dei “grandi numeri”?

Il Campobasso parte così per il capoluogo lucano con l’obiettivo di infrangere anche questa tradizione negativa che si protrae addirittura dal 29 settembre 1957, allorquando il 2-0 fu opera delle reti “baresi” di Bellomo e Lanzone. Al “Viviani” i rossoblù molisani sono passati altre tre volte, a cavallo degli anni ’40 e ’50. La prima è datata 22 novembre 1949, il Campobasso si impone d’autorità, con una doppietta di Grazioli e poi con Visentin, inutile il provvisorio pari di Mian. Gli altri due successi arrivano addirittura nello stesso campionato, il girone N di Promozione Interregionale, visto che partecipano sia il quotato “Monticchio” Potenza (battuto 2-3, doppietta di Panama a ribaltare il gol locale di Simoni e Salvadorini a rendere vano il provvisorio 2-2 di Lorenzini), sia la “sgangherata” Juventina Potenza, finita ultima e battuta a domicilio con le reti di Perna e dello stesso Salvadorini.

Per il resto, fatte salve due larghe vittorie a fine anni 90 tra Coppa Italia Dilettanti e “post-season”, da Potenza arrivano solo delusioni. Come quella del 1976, primo e unico precedente tra i club in serie C. Oggi come allora, tre gironi da 20. Il Campobasso leone in casa e pecorella smarrita fuori, forse anche privo di stimoli, lascia l’intera posta in palio al “Viviani”, finendo sotto 2-0 (Femiano e Iovino, l’anno dopo in rossoblù), accorciando con Blasig. Il Potenza, ultimo della classe, coglie la quarta vittoria stagionale e resiste, prima in 10 (già dalla mezz’ora) e poi in 9 contro 11, alle “voglie” del Campobasso di agguantare il pari. Che non arriverebbe neanche se si giocasse una settimana. Non è il caso poi di entrare nel dettaglio di altre quattro sconfitte patite a Potenza tra il ’53 e il ’61 (minimo due gol di scarto), che ovviamente pesano tanto sul bilancio complessivo.

Due soli i pareggi, lo 0-0 del 7 ottobre 1973 (serie D) e l’1-1 del 4 marzo 1934 (Seconda Divisione), con Silvestri che pareggia nel finale, rispondendo al punto messo a segno dal potentini Bruno. Questo match non si disputa al “Viviani” (che sarà inaugurato l’anno dopo, e che si chiamava “del Littorio” fino al 1948), ma al campo di Montereale nella parte alta della città. Uno spiazzo senza tribune dove il pubblico assisteva ai bordi del terreno di gioco.

L’ultimo match di campionato è datato 1998. Presidenza Berardo, si recupera di mercoledì, ad inizio dicembre. Le due squadre provano ad inseguire il forte Lanciano, ma senza successo. Tortora e Bagnoli danno ai potentini un 2-0 meritato, per il Campobasso di Maiellaro una delle prove più opache della stagione, che li vedrà comunque secondi.

Stefano Castellitto

(Si ringraziano Giancarlo Filiani, storico del Potenza e coautore dello splendido libro presentato proprio oggi nel capoluogo lucano, e Lamberto Bertozzi per il materiale d’archivio messo a disposizione)

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