Le sigle sindacali della Polizia Penitenziaria hanno inoltrato una nota congiunta agli organi competenti nonché al Prefetto di Campobasso, in cui si chiede a gran voce ed in maniera urgente di aumentare l’organico del personale in servizio presso la Casa di Reclusione del capoluogo di regione.
Questo il testo della nota: «Richiesta urgente di personale di polizia penitenziaria per grave carenza di organico degli appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria assegnati alla Casa di Reclusione di Campobasso.
Illustrissime SS.VV., le scriventi OO.SS. confederali e di categoria maggiormente rappresentative della Polizia penitenziaria, sono a chiederVi un intervento urgentissimo, ognuno per quanto di competenza, in relazione alla grave situazione sotto evidenziata; situazione relativa alle criticità oggi presenti nell’ambito del sistema penitenziario regionale, con le conseguenti ricadute che potrebbero seriamente compromettere l’ordine e la sicurezza interna dell’Istituto di detenzione di Campobasso.
La cronica carenza organica di operatori del comparto sicurezza appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, servitori dello Stato che da sempre si sono caratterizzati come punto di riferimento per la corretta e puntuale esecuzione delle pene detentive finalizzata alla rieducazione ed al reinserimento sociale del reo secondo i principi sanciti dalle Norme sull’Ordinamento Penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà, di cui alla Legge n. 354, 26 luglio 1975, nonché dal DPR 230/2000 concernente il relativo Regolamento di Esecuzione, in maniera unitaria intendono porre la questione al centro di una valutazione da parte delle S.V.I. affinché tali problematiche non vengano più sottaciute dall’Amministrazione centrale del Ministero della Giustizia e nello specifico dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (D.A.P.).
Si rappresenta, così come si evince dal GUSWEB (sistema di gestione del personale di Polizia Penitenziaria SIGP), che l’organico previsto dal PCD 2017 per la Casa Circondariale di Campobasso è pari a n. 105 unità di polizia penitenziaria, l’attuale organico amministrato è pari a 91 unità – mentre la forza operativa è di sole n. 89 unità.
Delle suddette 89 unità allo stato, risultano essere assenti a vario titolo (congedo ordinario pre-pensionamento; aspettativa concessa dalla C.M.O.; assenze ex Art. 42, c. 5 L. 151/2001) ben 27 (ventisette) unità!
A gravare sul servizio, oltre alle seppur legittime, numerose assenze dinanzi evidenziate, pesano come un macigno anche le quotidiane movimentazioni programmate (traduzioni dei detenuti in ambienti giudiziari, in luoghi esterni di cura per visite mediche specialistiche, permessi di necessità concessi dall’A.G. competente, ecc.) nonché i ripetuti piantonamenti dei detenuti malati in luogo esterno di cura (Ospedale civile Cardarelli, Responsible Reserch Hospital), che si vanno ad aggiungere ai servizi istituzionali di istituto.
I settori dell’ufficio matricola – dell’ufficio colloqui/centralino detenuti/magazzino casellario – dell’ufficio comando/attività di p.g. – dell’ufficio conti correnti/sopravvitto/attività scolastiche e trattamentali), hanno subito forti e quotidiane contrazioni del personale ivi addetto che spesso si trasformano in vere e proprie “soppressioni”, così come anche altri settori, benché il restante personale abbia comunque garantito con grandi sacrifici, il minimo necessario. La contrazione si è verificata, poiché nel tempo, a fronte di un considerevole aumento della popolazione detenuta (a tutt’oggi n. 158 presenti più 2 ricoveri in luogo di cura tra cui un detenuto del circuito Alta Sicurezza in forza alla C.R. di Larino), non si è avuto un analogo aumento del personale di polizia penitenziaria, anzi, come sopra rappresentato, il personale in servizio è drasticamente diminuito.
Appare il caso di evidenziare che la situazione sopra descritta si acuisce in considerazione delle criticità strutturali dell’istitutocampobassano. Infatti, è bene ricordare che gli operatori penitenziari sono costretti ad operare in un Istituto ormai datato e anacronistico rispetto alle attuali norme che attengono, tanto i diritti delle persone private della libertà personale, che dei lavoratori che in esso prestano la loro opera. Il carcere di Campobasso rappresenta, infatti, la struttura panottica per antonomasia che, se rispondeva alle esigenze dei tempi della sua costruzione datata 1856, non può di sicuro far fronte alle nuove e legittime necessità attuali. Basti pensare, a titolo di esempio, che le sezioni detentive sono sviluppate su tre piani collegati tra loro da un’unica scalinata di accesso tanto per il personale operante che per i detenuti, e prive di qualsiasi strumento di elevazione (ascensore/montacarichi) idoneo al trasporto di merci (vitto sopravvitto) e/o persone (le barelle/lettighe sanitarie non hanno spazi sufficienti per raggiungere i reparti situati ai piani superiori).
Lo stesso fatto che l’Istituto si trovi nel centro cittadino comporterebbe l’innalzamento degli standard di sicurezza i quali, purtroppo, stando all’attuale situazione sopra descritta, non possono essere minimamente soddisfatti. Si evidenzia altresì come la vetustà della struttura comporta che tutti gli ambienti interni rilevano l’oggettiva insalubrità dei luoghi di lavoro che, in particolare durante il periodo estivo, si accentua ulteriormente a causa delle altissime temperature registrate, portando i suddetti ambienti al limite della vivibilità. In merito tutte le OO.SS. firmatarie chiedono l’urgente istallazione di adeguati impianti di climatizzazione in tutti i principali luoghi di lavoro opportunamente individuati dalla Direzione.
Per quanto finora esposto, il servizio programmato del personale di polizia penitenziaria su quattro quadranti nell’arco delle 24 ore, per un totale di 36 ore settimanali (come previsto dal CCNL), è puramente fittizio, poiché circa il 90% dei turni di sei ore, vengono prorogati, nella migliore delle ipotesi, di almeno 3 (tre) ore e spesso anche raddoppiati, per cercare di garantire quel livello minimo di sicurezza, che come detto spesso, a causa di sopraggiunte “assenze giustificate”, non viene nella maniera più assoluta assicurato.
Si rappresenta infine, che dal 01 aprile 2024 l’istituto penitenziario del capoluogo risulta privo di almeno un Dirigente di Polizia Penitenziaria con funzione di Comandante di Reparto nonostante la pianta organica ne preveda ben 3. Il comando è attualmente garantito e coperto da altre figure professionali, quali i sottufficiali più anziani in servizio che con senso del dovere, senza alcun riconoscimento, si prestano all’esigenza. Tuttavia, come già segnalato in pregresse note, riteniamo non costruttiva e priva di progettualità la gestione dell’Istituto con la nomina di “Comandanti di giornata”. Senza che si possa mettere in atto una vera politica penitenziaria ed una autorevole gestione tanto della popolazione detenuta che del personale, soprattutto in considerazione che anche la figura dell’Autorità Dirigente non è garantita quotidianamente. Infatti, da oltre un anno, si segnala l’assenza di un direttore titolare, in quanto la reggenza è assicurata da dirigenti che si avvicendano e che devono dividersi tra più istituti penitenziari a volte anche molto distanti tra loro.
Tale situazione, tra l’atro, rispecchia quella della Casa Circondariale e Reclusione di Larino, nonostante l’istituto ospiti oramai quasi esclusivamente detenuti appartenenti ai circuiti di Alta Sicurezza. Sperando di essere stati il più chiari possibile e fiduciosi di un interessamento delle S.V.I. alle problematiche esposte nella presente, della quale si chiede cortese e urgente riscontro, si porgono rispettosi ossequi, restando a disposizione per qualsivoglia confronto ovvero necessarie delucidazioni».