Nel contesto attuale, dove troviamo una grande incertezza determinata da un contesto generale di crisi non solo socioeconomica ma anche istituzionale, sarebbe oltremodo importante e cruciale avere una visione strategica del ruolo e dell’importanza delle politiche sociali, per fronteggiare i rischi che la crisi propone e, in particolar modo, per programmare i servizi e le politiche sociali secondo un’ottica valutativa e che tenga debitamente in conto tutto il contesto generale della società. Difatti solo operando in questa maniera si potrebbero valutare non solo i risultati conseguiti, ma anche i punti di criticità degli interventi messi in campo, destinando nella maniera più corretta le risorse disponibili, purtroppo costantemente sempre più soggette a tagli indiscriminati operati a livello nazionale.
Questa visione strategica negli ultimi anni, con questo Governo regionale, è decisamente mancata, come dimostra anche la decisione assunta dalla Giunta di accorpare il Servizio delle Politiche Sociali all’interno della Direzione Generale della Salute, istituendo il nuovo servizio di “Programmazione rete dei soggetti deboli, dell’integrazione sociosanitaria e delle politiche sociali”. Una decisione che abbiamo contestato fin dal principio, di fatti con un’apposita mozione presentata lo scorso 18 maggio 2016 abbiamo formulato una richiesta ben precisa al Presidente Frattura, ossia quella di revocare la delibera di Giunta regionale n. 151 del 11 aprile 2016 con la quale si è deciso di accorpare le politiche sociali alla Sanità. Una decisione motivata da concetti quali “burocratizzazione”, “razionalizzazione”, “efficienza”, principi condivisibili in linea teorica ma che non possono prescindere dal tener conto quelli che sono i bisogni primari dei cittadini, e che soprattutto non possono determinare il venir meno della necessità di garantire quei servizi di prossimità ai cittadini.
Proprio loro, i cittadini molisani, soprattutto quelli in condizioni di estreme difficoltà, che hanno bisogno che il sistema del welfare state funzioni a pieno regime, sono fortemente penalizzati dalla situazione attuale, soprattutto in un periodo storico come quello attuale dove le politiche sociali dovrebbero essere il punto di riferimento per il tessuto sociale. Eppure, ancora una volta, ci vediamo costretti a rimarcare la grave problematicità che affligge tante famiglie in cui è presente una persona non autosufficiente, famiglie che vanno avanti nel loro vivere quotidiano con estrema difficoltà, famiglie per le quali quelle 400 euro di indennità mensili che spettano per la non autosufficienza rappresentano una vera e propria boccata d’ossigeno.
Il Governo nazionale per l’annualità 2015 ha trasferito alla Regione Molise 2.691.000,00 euro per la tematica della Non Autosufficienza, a fronte di una platea di 426 beneficiari, un importo che la Regione, con determinazione dirigenziale n. 3234 del 14 luglio 2016, ha già provveduto ad impegnare e iscrivere nel bilancio regionale 2016. Altresì, con successiva determinazione n. 3366 del 20 luglio 2016, è stato liquidato e pagato ai Comuni capofila degli Ambiti Territoriali Sociali il 60% del finanziamento trasferito al Molise, per una somma pari a 1.614.600,00.
Nonostante tutti questi passaggi burocratici, ad oggi resta il fatto che i beneficiari del fondo per la Non Autosufficienza oramai aspettano da novembre 2015 i pagamenti del contributo dovuto per il care giver. Come è possibile che nonostante gli innumerevoli richiami sul tema si debba assistere ancora a questo grave accumulo di ritardo, soprattutto in considerazione dell’importanza di una misura diretta verso soggetti che si trovano ad essere in condizioni di estrema fragilità? Soldi fermi nelle casse regionali che se non debitamente rendicontati entro i termini previsti la Regione rischia di dover restituire al Governo nazionale, un rischio che in questo momento non si può veramente rischiare di correre, con grave pregiudizio di chi ha bisogno di quel contributo per assicurare le giuste cure a chi ne ha bisogno.
Allo stesso modo ancora giacciono nella casse regionali anche i circa 12 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo 2014-2020, stanziati nell’ambito dell’asse prioritario dedicato all’inclusione sociale, aspetto fondamentale per garantire a tutti pari dignità e diritti; quando finalmente vedremo pubblicati i primi bandi? È innegabile come la recente politica regionale abbia portato ad un progressivo depauperamento del ruolo svolto nel corso degli ultimi anni dalle politiche sociali, oggi incardinate nella Direzione generale della Salute, nonostante sia sotto gli occhi la poca attinenza con attività di riferimento del servizio come la programmazione di interventi socio-assistenziali a sostegno della persona e della famiglia, la promozione delle politiche attive e misure di sostegno in favore di anziani, disabili, immigrati, il contrasto della povertà, solo per citare le competenze principali.
Dove è finito quel nuovo sistema di welfare “condiviso e partecipato, attento e capace di rispondere alle mutate esigenze sociali e demografiche del nostro Molise”, più volte annunciato dal Presidente Frattura e non ancora realizzato?
I consiglieri regionali di centrodestra