Una serata travolgente, profonda ed emozionante. La storia incarnata nel poeta siriano Adonis si è fermata a Campobasso, un degno respiro culturale per la città. Con la sua semplicità Adonis, aiutato nella traduzione da Whasim Dahmash, ha raccontato le sue origini contadine, “la lingua/ che mi abita in tuo nome – ha fatto scorrere/ il suo sangue in me in tuo nome – ha cantato/ i nostri corpi e quel che c’è stato tra me e te./ Che cosa sono queste lettere sparse/ dalla foresta dell’amore in noi?”.
Adonis decanta a memoria e in un arabo attento e passionale mentre a tratti ride, rannicchiato sulla poltroncina rossa del teatro Savoia. È molto sentimentale il più grande poeta arabo contemporaneo ed è carnale quello che scrive. La sua ultima raccolta, La foresta dell’amore in noi, pubblicato in Italia da Guana, è stata realizzata dopo un anno di lavoro trascorso a scrivere poesie, brevi e certe volte brevissime (“Solo questa lapide/è rosa eterna”). Evoca esilio e migrazioni, ma soprattutto mani, fianchi, natiche, seni e corpi.
Ha 87 anni Ali Ahmed Saïd Esber, il suo vero nome. Ma è terribilmente giovane dentro. Ancora tanta la voglia di viaggiare, raccontare, amare. E lo si intuisce subito dal suo modo di raccontare la parola e la terra. Tante le riflessioni di Adonis: “La mia lingua è il mio paese, la mia geografia, il mio spazio, è il luogo in cui mi radico”. “Il monoteismo ci ha fatto perdere il rapporto radicale con la terra: la realtà non è più fatta di alberi, campi, fiori, ma di commercio industria, profitto”. “Occorre uscire dalle proprie prigioni personali”.
Emoziona Adonis, emoziona il Savoia stracolmo di persone, gente della società civile, cittadini e sopratutto tanti giovani studenti, tutti hanno animato il dibattito della seconda parte della serata quando il grande poeta ha dichiarato: “desidero ascoltare voi, conoscere il vostro pensiero”.
“Campobasso è stata propizia per Adonis – ha spiegato in apertura della serata Antonella Presutti, presidente della Fondazione Molise Cultura – perché proprio ora Adonis ha ricevuto la splendida notizia che ha vinto il 56° premio internazionale per la libertà d’espressione di Copenaghen, una gioia in più che condividiamo insieme questa sera”.
Il direttore artistico di Poietika, Valentino Campo, autore di questa straordinaria kermesse, ha sottolineato la grande emozione di tutti, ripercorrendo le grandiose opere di Adonis. La studentessa Serena in ricordo di Dominik Ferrante a cui la manifestazione è dedicata, ha letto una poesia del giovane scrittore scomparso prematuramente per salvare altre vite.
L.V.