Più di un quintale di esplosivo ritrovato in una cantina chiusa da vent’anni. Evacuato un tratto di via Conte Verde, artificieri in azione

Il proprietario di una vecchia cantina, defunto 20 anni fa, aveva pensato bene di accatastarlo proprio all’interno di quel piccolo spazio in via Conte Verde 13 dove, oggi, il figlio che vive a Roma ha fatto la scoperta. 110 chilogrammi di esplosivo, forse tritolo, che a detta dei Carabinieri Artificieri arrivati di corsa da Chieti, avrebbero potuto provocare una catastrofe nel raggio di diversi metri.

Dal primo pomeriggio di oggi Carabinieri, Polizia e Vigili del Fuoco hanno cominciato a fare su e giù dalla vecchia cava dismessa di contrada Tappino, sulla vecchia arteria con la quale si raggiungeva l’ospedale cittadino, per trasportare un po’ alla volta l’enorme quantitativo di esplosivo che, il prima possibile, verrà fatto brillare in tutta sicurezza all’interno di grosse buche scavate ad hoc.

Intanto attività commerciali e residenti, soprattutto il Centro Radiologico Potito, frequentatissimo durante tutto il giorno dai numerosi pazienti provenienti anche da fuori regione, hanno dovuto chiudere in quanto tutta l’area è stata evacuata per evitare rischi di sorta e non potranno rientrare prima delle 20.00 di stasera. Sull’accaduto, ovviamente, le forze dell’ordine vogliono vederci chiaro e tentare di capire come sia stato possibile soprassedere su un pericolo così grande per tanti anni senza che nessuno abbia avuto la minima idea di quel che era conservato in quella cantina.

 

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