Passione Rossoblù: «Basta accuse, con noi il massimo della trasparenza»

Dopo le accuse più o meno velate di un tifoso attraversoi un’accorata lettera inviata alle testate giornalistiche, l’Associazione Passione Rossoblù, sentitasi chiamata in causa, replica con una nota altrettanto accorata del Presidente Renato Calandrella rispondendo punto su punto.

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ADESSO BASTA!!!

«L’Associazione Passione Rossoblù si sente in dovere, per rispetto dei propri soci e simpatizzanti, di rispondere alle forti accuse ricevute negli ultimi tempi sui social, sulle emittenti televisive e per ultimo, in ordine di tempo, dall’anonimo tifoso nella sua lettera pubblicata da alcune testate giornalistiche perché, anche se non citate in maniera esplicita, le accuse sono rivolte proprio a noi.

E ALLORA E’ IL MOMENTO DI DIRE BASTA A QUESTE ACCUSE GRATUITE

Siamo stati chiamati “intrallazzoni”, siamo stati accusati, in maniera più o meno velata, di essere dei “ladri”, che abbiamo fatto e continuiamo a fare solo interessi personali finalizzati a lucrare sui colori rossoblu.
Ebbene, teniamo a precisare che la nostra neonata Associazione (costituita ufficialmente ad Ottobre 2018) ha sempre “lavorato” e continuerà a farlo nella maniera più trasparente possibile e proseguirà nei propri scopi e nelle proprie attività, senza fini di lucro, spalleggiando sia il Campobasso Calcio che il sociale. E’ questa la ragione per cui è nata l’Associazione Passione Rossoblù.

Grazie allo sforzo economico di alcuni di noi abbiamo realizzato vario materiale (l’apprezzatissima sciarpa “Scannett Allert”, gli zainetti, i portachiavi, ecc. ecc.), ma chiunque abbia mai realizzato materiale, sa benissimo che i guadagni sono minimi soprattutto se il materiale è venduto ai prezzi popolari come i nostri.

Ma grazie a questi minimi guadagni siamo riusciti a realizzare qualcosina per il bene del Campobasso calcio (ricordiamo la pompa tira-acqua degli spogliatoi regalata alla società per rendere agibile il Selvapiana per la partita domenicale di cui il Comune si era totalmente disinteressato, l’acquisto di 500 biglietti regalati poi a ragazzi e famiglie bisognose, la realizzazione di 100 cappellini in lana regalati a tutti i bambini venuti in curva accompagnati da un genitore, pretesto per farsì che la società realizzasse un maggiore incasso, abbiamo offerto una pizza a tutta la squadra quando il ristorante convenzionato non forniva più loro il vitto, abbiamo raccolto e versato nelle stagioni 2015-2016 e 2016-2017 un totale di circa 4.500,00 euro pari a 90 quote all’Associazione “Noi siamo il Campobasso” (grazie alla nostra iniziativa di “rateizzazione” della quota di 50,00 euro soprattutto grazie all’aiuto di tanti tifosi rossoblù).

Con molta probabilità chi ci accusa o ha la memoria corta oppure è invidioso delle nostre capacità, ma dopotutto nella nostra città chi realizza qualcosa di bello deve essere comunque accusato. Accuse iniziate già da qualche tempo ma ampliatesi nel mese di Luglio quando, come gruppo di tifosi, abbiamo messo la nostra faccia e il nostro nome nell’iniziativa di sottoscrizione anticipata dell’abbonamento, per cercare di salvare la società da una probabilissimo fallimento. Siamo riusciti a coinvolgere la città e una buona parte di tifosi raccogliendo, in circa una settimana, una somma pari a 19.000 euro circa.

Ah dimenticavo… per quanto riguarda la lotteria di beneficenza, nel regolamento iniziale della stessa, era specificato che i proventi sarebbero stati divisi in maniera equa tra la nostra Associazione e la “Lega Italiana Fibrosi Cistica del Molise”, ma purtroppo c’è stata qualche incomprensione con qualche testata giornalistica. Chiunque e sottolineo chiunque voglia dare un’occhiata ai nostri conti può concordare con noi un appuntamento e vi verrà mostrato ciò che chiedere… attualmente siamo un’Associazione e abbiamo l’obbligo di pubblicare il nostro bilancio, ma se l’anonimo tifoso vuole la rendicontazione ci contatti pure e gliela mostreremo… noi non abbiamo nulla da nascondere».

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